Archivio › Discorsi
› 2008
Discorsi · 25 Giugno 2008

Centenario del Corpo delle Infermiere Volontarie

Da: 25 Giugno 2008 · IT

Discorso del Presidente Nazionale della C.R.I. in occasione del centenario del Corpo delle Infermiere Volontarie – Roma 25 giugno 2008

Signor presidente della Repubblica,

L’associazione italiana della croce rossa si stringe oggi attorno al suo alto patrono, grata dell’onore di averla con noi in questa giornata di festa in cui celebriamo il centenario del corpo delle infermiere volontarie.

Cento anni per le nostre sorelle di impegno quotidiano in pace e in guerra, a curare feriti negli ospedali da campo, a sopportare la prigionia nei campi di concentramento, a confortare deportati e prigionieri, a dirigere corsie ma anche a svuotare pappagalli, ad aiutare terremotati e vittime di inondazioni, a farsi carico in prima persona, incuranti di fatica o di pericolo, di ogni forma di sofferenza umana.

Donne di tutte le estrazioni sociali, accomunate dalle disponibilità ad accettare una disciplina ed una gerarchia non comuni nei nostri ospedali, degne eredi di Florence Nightingale, la signora della lampada che lasciò gli agi della sua casa fiorentina per andare a curare i feriti nella lontana Crimea.

Il tutto con una attitudine non giudicante né condannante e nel pieno rispetto dei 7 principi fondamentali del movimento di umanità, universalità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà e unicità.

Donne che di fronte alle emergenze e alle difficoltà della vita quotidiana sanno qual’è la loro posizione ed il loro compito di brave cittadine, capaci di rimboccarsi le maniche, pagando in prima persona in termini di tempo, impegno e professionalità, anziché porsi, come molti fanno, in posizione di attesa critica o di sfida aperta nei confronti delle autorità di governo.

La croce rossa, come è noto, non è una onlus e nemmeno è un pezzo dell’apparato statale e governativo. La sua posizione, unica nel panorama mondiale, è quella di un terzo pilastro che riempie il fossato,”bridging the gap”, tra governi e società civile, grazie all’attribuzione di “ausiliarietà” che la comunità internazionale le ha conferito. Ausiliarietà nata nei campi di battaglia come integrazione coi servizi della sanità militare, ma estesa oggi come supporto ai governi a tutti i livelli, ciò che consente alla Croce Rossa ed ai suoi volontari di avventurarsi ai confini della convivenza civile, dove gli stati hanno difficoltà ad operare. E ciò nel rigoroso rispetto di quella neutralità nei confronti delle diverse posizioni o delle controversie di ordine politico, razziale, sociale o religioso che e’ una caratteristica portante del nostro movimento.

Quando nell’ambito della croce rossa internazionale parliamo del “potere dell’umanità” rischieremmo la retorica se non fossimo convinti che tale potere esiste davvero ed è il risultato delle azioni che senza fare clamore ed in silenzio milioni di uomini e donne svolgono in 186 paesi del mondo a favore delle persone rese vulnerabili dalle guerre o dai conflitti interni, dalla povertà o dalla insicurezza alimentare, dalle malattie o dalle catastrofi naturali. In Italia 5700 dipendenti e oltre 200.000 volontari divisi in 6 corpi di cui quello delle infermiere volontarie è forse il più noto ed il più amato dal popolo. Tutti insieme compiendo ogni anno milioni di interventi percorrendo con i nostri quasi 10.000 automezzi più di 100 milioni di km al servizio dei cittadini in Italia ed in supporto alle consorelle società di Croce Rossa o di Mezzaluna Rossa di oltre 30 paesi.

In particolare le 16.000 infermiere volontarie capillarmente presenti sul territorio svolgono attività giornaliera costante di assistenza negli ambulatori e negli ospedali, sono impegnate nella divulgazione delle materie del diritto internazionale umanitario e della educazione sanitaria, hanno costituito una task force di 700 unità utilizzabili in patria e all’estero per equipe sanitarie pronte all’impiego in scenari operativi critici in tempi quantificabili in h2 h4 h8 h12.

Anche se fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce tutte queste cose sono ben conosciute dal popolo italiano che identifica nelle infermiere volontarie l’essenza stessa della Croce Rossa.

Auguri, sorelle, per i primi cento anni di vita del corpo e perché il vostro motto “ama, conforta, lavora, salva” sia capace di affascinare e di sedurre le giovani generazioni anche nei prossimi 100 anni.

Altri contenuti dello stesso periodo

Testo
Discorsi · 16 Dicembre 2008

La cooperazione mediterranea delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

International Migration Law and Migration Policies in the Mediterranean Context — 16 Dicembre 2008 · IT
Testo
Interventi · 11 Dicembre 2008

Salvate la Croce Rossa

Diario — 11 Dicembre 2008 · IT
Testo
Interventi · 8 Dicembre 2008

La Croce Rossa svolta a destra

l’Unità — 8 Dicembre 2008 · IT