Da: “Quotidiano Sociale” di giovedì 2 settembre 2004
Sono finiti i tempi degli elogi alla croce Rossa italiana? Quando, il commissario Scelli riuscì a riportare in Italia il corpo di Quattrocchi, la guardia del corpo ucciso in Iraq e a liberare i tre ostaggi nelle mani dei terroristi iracheni, tutti applaudivano a questo “fiore all’occhiello del volontariato italiano “.
Lo scorso 20 agosto, purtroppo gli eventi sono andati diversamente. Il giornalista Baldoni è stato sequestrato durante una missione, per di più non autorizzata, della Croce rossa e ucciso dai terroristi iracheni. A difendere l’operato della Cri in Iraq e la sua imparzialità è Massimo Barra, vicepresidente della società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa che pur aveva messo il veto a quella missione, giudicata troppo pericolosa.
Ma si mostra, comunque, vicino a chi quella missione l’ha compiuta rischiando consapevolmente la propria vita. «Non è vero – dichiara Barra – che la Cri sia screditata in Iraq: lo dimostrano i 67mila interventi a favore delle vittime della guerra irachena, che testimoniano la rigorosa applicazione del principio di neutralità».