Da: “ANSA” di mercoledì 14 dicembre 2005
SONO ORGOGLIOSO ELEZIONE DI BARRA “E’ SOGNO CHE DIVENTA REALTA’
”Sono orgoglioso di aver restituito alla Croce Rossa Italiana la propria autonomia, indipendenza, unita’. Sono felice e commosso”. Con queste parole, Maurizio Scelli, ex commissario straordinario della Cri da domenica sera, da quando cioe’ l’organizzazione ha eletto il suo nuovo presidente, ha salutato i dipendenti e i volontari lasciando il compito di guidare la Cri al suo successore. Fra i partecipanti alla cerimonia anche Ismar Navar, il medico iracheno, mediatore di Scelli nelle trattative sui sequestri di italiani e l’ex ostaggio Salvatore Stefio. Scelli ha ricordato che il suo mandato si e’ concluso con il compito assegnatogli, con l’approvazione dello statuto e le elezioni dei nuovi vertici. Abbracciando il neopresidente Massimo Barra ha detto: ”e’ un sogno che diventa realta’ ”.
Ha quindi invitato gli operatori della Cri a ”vivere bene questo momento di unita’ e di orgoglio nazionale”. A Barra – ha raccontato Scelli riferendosi alla missione in Iraq – ”uomo stimatissimo a livello internazionale, ho affidato il compito di spiegare che non ero un uomo in cerca di guai” anche se ”con Ginevra non c’e’ stato alcun incidente diplomatico. So che l’elezione di Barra e’ stata festeggiata con lo champagne a Ginevra”. Scelli, poi a margine, e’ tornato sulla vicenda irachena ed ha precisato: ”Le societa’ di croce rossa sono autonome, in Iraq abbiamo fatto una missione assolutamente umanitaria”.
Ha riferito che quando parti’ per Baghdad la comunicazione a Ginevra la fece dare dopo la partenza dell’aereo: ”Capisco un certo imbarazzo, uno che parte cosi’, ma se tornassi indietro farei la stessa cosa, noi andavamo dove c’ era bisogno e tutta la vicenda dei sequestrati e’ stata impostata solo sul piano della riconoscenza. Ho sempre spiegato agli iracheni, ho faticato con gli Ulema, ma sono riuscito a spiegare loro che ogni dollaro che impegnavo con loro arrivava dal governo italiano ma sulla sua gestione ero assolutamente autonomo”. Sono stati curati dei terroristi? ”Quelli che furono curati – ha risposto – sono stati quelli che ci dissero ‘curateli’, le persone che abbiamo incontrato non davano l’idea di essere persone di parrocchia. E poi, chi arrivava e diceva di essere ferito, i medici lo curavano e non potevamo certo sapere se il giorno prima aveva sparato a qualcuno o aveva fatto saltare un tank americano”.
Infine, sul ruolo del Comitato internazionale della Croce Rossa in Iraq, Scelli ha detto che ”il suo atteggiamento tutela al massimo la neutralita’ e l’ indipendenza. Hanno avuto un attentato, e’ un organo diplomatico non sta in trincea”. Infine, Scelli ha quindi consegnato una serie di onorificenze. Medaglia d’oro all’ufficiale dei Ros di Roma Luigi Arnaldo Cieri; medaglia di argento agli ufficiali dei carabinieri Andrea Bruni e Massimo Antonini; medaglia di bronzo ai sottoufficiali, sempre dei carabinieri, Alberto Cecchini, Massimo Sorbino, Angelo Sbriglia, Clemente Stefanile. Medaglia d’oro anche ai capi missione in Iraq: Francesco Ricchiardi, Fabio Strinati, Roberto Baldassarelli, Donato D’Agostino, Antonio Morrone, Daniele Sacchet, Eugenio Venturo, Ferruccio Modena, Gianluigi Tonero, Rocco Cosentino, Giuseppe De Santis (l’unico non presente a ricevere l’onorificenza), Giuseppe Lops. Medaglia d’ oro al merito a Rosamaria Casadio, che lavora in Cri da 37 anni. Scelli ha quindi consegnato a Letizia, una ragazza down che e’ una degli uscieri della sede, la maglia che indossava all’arrivo a Ciampino con gli ostaggi liberati. La cerimonia e’ terminata con la proiezione, sulle note di Renato Zero, di un filmato con immagini sull’attivita’ svolta da Scelli negli ultimi 15 anni.