Ancora in calo i contagi causati dall’uso di siringhe infette. Aiuti: “Merito anche delle nostre campagne informative. Nel resto dell’Europa allarme per la diffusione attraverso i rapporti sessuali. Colpiti maggiormente gli omosessuali”
“La discriminazione e la stigmatizzazione sono killer anche più pericolosi delle droghe stesse. Per questo il nostro lavoro e quello di tante associazioni che si occupano dei tossicodipendenti è così importante”. Con queste parole il presidente nazionale della Cri, Croce Rossa italiana, Massimo Barra, ha introdotto la conferenza stampa di oggi in occasione dell’annuncio del nuovo sodalizio fra Cri e Anlaids, l’associazione che lotta contro l’Aids, presieduta dall’immunologo Ferdinando Aiuti.
La conferenza – che si è tenuta questa mattina a Roma nei locali di Villa Maraini, struttura da anni impegnata sul fronte delle tossicodipendenze – aveva due obiettivi principali: annunciare appunto l’avvio di un nuovo progetto tra Cri e Anlaids che tra l’altro ha regalato un’auto per gli interventi di strada in sostegno dei tossicodipendenti e fare il punto sulla diffusione del contagio Hiv soprattutto nel suo rapporto con l’uso delle siringhe.
Il presidente Barra ha spiegato i risultati positivi che sono stati raggiunti attraverso un tipo di intervento diretto che si è sviluppato dal 1992 a oggi a cura della Croce Rossa, un lavoro, ha detto con una certa vena polemica il presidente della Cri, che nessuno vuoi fare, ma che è indispensabile per salvare decine di vite umane. Massimo Barra, parlando delle esperienze dirette che la Cri fa nei centri per i tossicodipendenti (a Roma uno è alla stazione Termini e l’altro nella zona periferica di Tor Bella Monaca) ha confermato l’allarme che era stato lanciato pochi giorni fa durante il convegno nazionale sulle tossicodipendenze organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. L’allarme è relativo alla diffusione della cocaina tra fasce di tossicodipendenti che prima non l’avevano mai utilizzata.
I motivi di questo nuovo boom della cocaina sono molteplici e probabilmente sono legati anche a una nuova ricollocazione del traffico internazionale di stupefacenti. Ma il motivo più evidente, sostengono ormai un po’ tutti gli esperti, è legato all’abbassamento del prezzo. La cocaina, a quanto pare, non è più la droga dei ricchi. 0 almeno non è più solo la droga dei ricchi.
Il presidente Barra ha spiegato che l’allarme in particolare consiste nell’uso ormai multiplo di sostanze che molti tossicodipendenti hanno cominciato a praticare. Ai rischi insiti delle singole sostanze si sommano quindi i rischi collegati o sovrapposti nell’uso di più sostanze. Ci sono persone che hanno rischiato di morire per overdose e che sono state salvate dai centri di strada della Cri che hanno dichiarato di usare sia eroina, che cocaina. E magari l’uso delle due sostanze è stato anche abbinato all’alcool. Comportamenti di questo genere, ha detto oggi Barra, mettono a rischio di overdose perché la cocaina (eccitante) libera i recettori degli oppiacei (eroina) che essendo puliti assorbono maggiormente. L’importanza di centri come quelli organizzati da Villa Maraini e dalla Cri sta quindi proprio nella loro collocazione.
“Noi siamo sulla strada”, dice Barra e contribuiamo così ad aiutare il tossicodipendente che altrimenti non si recherebbe da nessuna altra parte per farsi aiutare. Ci sono stati casi – si legge nella relazione presentata dagli operatori di Villa Maraini sui centri della stazione Termini e di Tor Bella Monaca – alcuni tossicodipendenti hanno cominciato “a farsi” proprio vicino ai camper della Cri. “Nel tempo – dice la relazione presentata oggi – l’utenza ha imparato a conoscere e a fidarsi degli operatori, giungendo a farsi nei pressi dei camper per scampare al rischio di overdose, confidando nel loro tempestivo intervento. Di rimando ci hanno consentito una maggiore raccolta di informazioni e di dati”.
Dalla relazione curata da Roberto Chiarelli, responsabile dell’unità di strada, risultano chiaramente le ultimi tendenze in fatto di droghe nella capitale. Dall’analisi dei dati raccolti secondo gli interventi eseguiti a Termini e a Tor Bella Monaca, risulta che tra il primo gennaio di quest’anno e ottobre, si è notato un sostanziale incremento dell’utenza rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto per quanto riguarda Tor Bella Monaca. L’aumento concerne in particolar modo il numero di interventi effettuati, lo scambio di siringhe e i casi di overdose trattati. Nella maggior parte dei casi le persone che si rivolgono ai due centri di strada hanno un’età compresa tra i 31 e i 40 anni. Il dato sull’età e sul tempo di utilizzo delle droghe, secondo la relazione “smentisce la comune credenza che la maggiore esperienza metta più al sicuro da questo tipo di incidenti, mentre si ritiene più in pericolo il giovane inesperto”.
Se il dato drammatico dell’aumento dei casi di overdose registrati a Roma preoccupa, sembra un po’ più rassicurante il dato nazionale sulla diminuzione da contagio per siringhe infette. Di questo ha parlato oggi l’immunologo Aiuti, secondo il quale le campagne pionieristiche lanciate venti anni fa dalla sua associazione (l’Anlaids appunto) hanno avuto un effetto positivo nei comportamenti dei tossicodipendenti. “Quando cominciammo a occuparci di Aids – ha raccontato Aiuti – sembrava davvero un flagello, mentre molti nostri colleghi medici e ricercatori sostenevano che tutti gli interventi sarebbero stati inutili”. Quando Aiuti lanciò l’allarme venne addirittura preso come terrorista. “Ma i ragazzi – commenta oggi l’immunologo – hanno capito molto bene che il nostro allarme sui comportamenti sessuali e sull’uso delle siringhe era per il loro bene”. Il risultato più positivo, sempre per Ferdinando Aiuti, riguarda proprio la diminuzione della percentuale di contagiati tra i tossicodipenti.
Una diminuzione dovuta evidentemente alla maggior attenzione nei comportamenti. Il discorso non vale però per gli aspetti sessuali. In un convegno che si è svolto in questi giorni a Londra gli scienziati e gli operatori sociali hanno confermato che in Europa sono in aumento i casi di contagio dovuti a contatti sessuali, soprattutto tra omosessuali, ma anche tra eterosessuali. Si continua a diffondere l’Aids, ma anche si registra un ritorno della sifilide. Aiuti ha detto di essere molto contento per la decisione del ministero della Salute italiano di convocare una conferenza su questi temi con tutte le associazioni. Poi però il presidente di Anlaids ha voluto chiudere il suo discorso con una piccola nota polemica: “delle 29 associazioni che sono state invitate dal ministro Livia Turco – ha detto Aiuti – undici io non le ho mai sentite nominare dopo venti anni di impegno in questo settore. Forse bisognerebbe avviare un’opera di chiarimento e di trasparenza”.