EMERGENZA. Croce Rossa, presto un pronto soccorso
Il nostro Paese è stato il primo a inviare generi di prima necessità
Da: “Bresciaoggi”; “Il Giornale di Vicenza”; “Il Tempo”; “L’Arena” Beirut 24 luglio 2006
Sono arrivati dall’Italia i primi aiuti d’emergenza per la popolazione libanese stremata dai bombardamenti, e a trasportarli ieri nel porto di Beirut è stato il San Giorgio, nave anfibia del gruppo navale al comando dell’ammiraglio Emilio Foltzer. Sono arrivati medicinali, tende, coperte, un camion-generatore, una cucina da campo, due autoambulanze. Gli aiuti sono stati organizzati dalla Croce Rossa, dalla Protezione Civile e dalla Cooperazione Italiana. Ad accogliere il prezioso carico di 112 tonnellate di aiuti, i primi in assoluto, c’era il responsabile dell’Alto comitato di soccorso libanese, il generale a riposo Yahia Raad, che a nome del premier Fuad Siniora ha chiesto all’ambasciatore Franco Mistretta di trasmettere «gratitudine al governo italiano per l’opera di assistenza umanitaria a tutto il Libano».
Ma non appena il San Giorgio, sotto scorta dell’Aliseo, la fregata in funzione d’appoggio, è salpato da Beirut, le navi israeliane che stazionano a largo hanno bruscamente interrotto la parentesi umanitaria di questa dodicesima giornata di guerra Aiuti anche dalla Croce Rossa italiana che è arrivata in Libano per portare supporto, generi di prima necessità e un pronto soccorso da campo che sarà messo a disposizione della martoriata popolazione libanese. Una struttura giunta anch’essa a Beirut a bordo della «San Giorgio». Un intervento, quello della Cri, effettuato in accordo e in stretta collaborazione con la locale Croce Rossa e con il comitato internazionale della Croce Rossa, come ha precisato Massimo Barra, presidente dell’organismo italiano, anche per sgombrare il campo dalle polemiche che erano sorte sull’ intervento della Cri in Iraq ai tempi del commissario straordinario Maurizio Scelli. Il pronto soccorso, che sarà allestito con un campo di tende, permetterà il ricovero di un centinaio di persone.
Sei gli uomini della Cri ora a Beirut (cinque militari ed un volontario del soccorso). Oltre alla struttura di primo posto medico avanzato, l’organizzazione di volontariato ha inviato nella zona interessata al conflitto farmaci, due ambulanze (che saranno poi donate alla Croce Rossa Libanese), alcune auto, una cucina da campo, due gruppi elettrogeni, materassi, letti e coperte. Materiali che hanno complessivamente un valore di un milione di euro. «Siamo molto grati al governo italiano», ha dichiarato il coordinatore Onu per gli aiuti umanitari Jan Egeland, «è un aiuto piccolo ma simbolico, che dimostra che il mondo comincia a rispondere alla gravita della situazione». Situazione che Egeland denuncia senza mezzi termini: la «violazione delle leggi umanitarie, la violenza deve essere fermata da entrambe le parti ed il massiccio bombardamento isolato per isolato deve finire».