“Qui da noi abbiamo la netta, nettissima percezione di quanto sia diffuso l’uso di cocaina tra padri e madri di figli più o meno piccoli e di quanto, al tempo stesso, sia in aumento la diffusione di questa droga tra giovani e adolescenti, che nei sondaggi più recenti la considerano “normalmente” la più diffusa dopo l’ecstasy”. Massimo Barra, direttore della Fondazione Villa Maraini, avverte: “Bisogna lanciare l’allarme sul consumo di cocaina, in aumento in tutta Europa”.
Barra, cosa si può fare a livello terapeutico? ”Per il cocainomane la comunità terapeutica serve a poco, così come la terapia farmacologica. Noi stiamo sperimentando una strategia psicoterapeutica con gruppi di recupero specializzati per la cocaina”.
Genitori e figli, la “coca” è la droga di entrambi? ”Il processo è all’ingiù: la cocaina nasce proprio nel mondo adulto, nei salotti, nel “mondo dei ricchi”, ma si sta diffondendo paurosamente tra i giovani e i giovanissimi: dai 14 ai 65 anni, assistiamo alla seconda generazione, che segue le orme dei genitori”.
Da voi, a quali dinamiche assistete? ”Ci sono moltissimi trentenni-quarantenni, padri o madri di bambini, che arrivano da noi solo quando entrano nella paranoia, quando perdono il controllo di una situazione fattasi insostenibile economicamente e psicologicamente. Della cocaina si parla poco: è talmente diffusa e tocca ambienti insospettabili, ma contro di lei non siamo potenti come contro l’eroina”.