Da: “Il Messaggero” di giovedì 9 novembre 1995 – Roma.
“I Sert? Chiudiamoli tutti. Non si può affrontare il problema della tossicodipendenza con una mentalità da contabili”. Non è solo per il gusto della provocazione. Crede davvero in quel che dice Massimo Barra, fondatore dell’Associazione “Villa Maraini”: 7.850 soggetti contattati dal camper e 2.843 dall’Unità fissa, nel periodo tra il 25 marzo del ’93 e il 31 dicembre del ’94. Barra è, anzi, perentorio: “I problemi in cui si dibattono da anni i Sert dipendono dall’ignoranza delle Usl che sono governate da incapaci e rispondono a leggi borboniche”.
Si spieghi meglio
“Intendo dire che non si può aspettare un tossicodipendente seduti dietro la scrivania, dirgli che se vuole parlare con lo psicologo deve venire in quel dato orario e in quei dati giorni”.
Ma nei Sert lamentano piuttosto di essere pochi
“Alibi. Dividono tutto per categorie: lo psicologo, l’operatore, l’infermiere. Una mentalità burocratica lontanissima anni luce dalla realtà del tossicodipendente”.
Dei Sert dunque non salva nulla?
“Solo quelli che almeno sanno dare bene il metadone. Perché ci sono casi in cui neanche lo danno. A che servono, mi chiedo?”.