Da: “AGI”; “ASCA”; Roma 13 gennaio 2009
II movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa “deplora” il fatto che nella Striscia di Gaza “moltissimi feriti siano stati abbandonati a se stessi senza poter essere soccorsi” e sia stato “impedito alle ambulanze e ai medici di raggiungerli”. In una nota, il Movimento si dice “fortemente preoccupato per il tragico impatto sulla popolazione di Gaza delle ostilità in atto” e lancia nuovamente un appello alle parti in conflitto, “e in particolare ad Israele, per rimuovere ogni restrizione alla operatività dei team medici”. Inoltre, “saluta la determinazione e il coraggio degli operatori della Mezzaluna Rossa Palestinese, alcuni dei quali sono stati feriti e colpiti assieme alle loro ambulanze”. Secondo Massimo Barra, vicepresidente della Croce Rossa Internazionale (Commissione permanente), “la Croce Rossa, sempre mantenendo la sua neutralità, imparzialità e indipendenza e nel suo mandato istituzionale dì proteggere tutte le vittime del conflitto, non può non deplorare la mancanza di rispetto e di protezione per le squadre dei medici che sono chiaramente identificati dall’emblema protettivo della Mezzaluna Rossa”. Per questo, Barra richiama “tutte le parti in conflitto ai loro doveri previsti dal diritto internazionale umanitario e in particolare dalle Convenzioni di Ginevra”. Da qui la richiesta di consentire “immediatamente” un passaggio sicuro per garantire l’arrivo dei soccorsi e delle cure per le vittime del conflitto.