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Interventi · 12 Luglio 2007

«Dal ragazzo di borgata al manager, qui ormai la droga ha il volto di tutti»

Da: Il Messaggero — 12 Luglio 2007 · IT

Da: “Il Messaggero” Roma, giovedì 12 luglio 2007

«II problema è che tutto è diventato terribilmente più precoce. La prima sigaretta, il sesso e quindi anche la droga. Siamo di fronte ad un emergenza di cui lo Stato deve prendere atto con interventi adeguati, come quando si fronteggia un alluvione, un terremoto, una qualsiasi calamità naturale». Dato preoccupante: è ormai accertato che sette studenti su dieci sanno dove poter trovare uno spinello.

Massimo Barra, storico presidente di Villa Marani, non usa perifrasi: «Ci vuole più Stato, più denaro, meno burocrazia». E le cifre che snocciola sono impressionanti: dei 330.000 tossicodipendenti in Italia, 30.000 sono nella capitale; 300 dosi di metadone distribuite ogni giorno nella sola comunità di Villa Maraini (80 operatori, di cui un terzo ex drogati, decine di servizi e un telefono in aiuto, lo 06.65741188); 45.000 dosi somministrate in soli 6 mesi, dall’inizio dell’anno, con una media di 700 persone al mese (c’è chi assume metadone anche 2 volte al giorno). L’età media degli assistiti (80% italiani e 20% extracomunitari) è di 35-40 anni, con problemi di eroina, cocaina e droghe sintetiche abbinate all’alcol.

Un tossicodipendente su 5 è donna. Lo spaccato sociale dei drogati è una forbice apertissima. Si va dal pariolino ai ragazzi di vita delle borgate, ai liberi professionisti, fino al tassista o al semplice impiegato. Nell’ordine di consumo, eroina, cocaina, ecstasy, anfetamine e chetamina (l’anestetico usato in campo veterinario). Il racconto degli operatori di Villa Maraini è un film sull’emarginazione e sul degrado indotti dalla droga.

«Qui vengono tutti, la droga non fa distinzioni di classi – ammette Ettore Rossi, dal 2002 direttore sanitario della comunità – da l6 anni in su, ma anche quarantenni e cinquantenni, vecchie e nuove generazioni. Qui 24 ore su 24 c’è la fila per prendere il metadone, in particolare dalle 9 alle 21 ma anche alle 5 del mattino, l’orario prediletto per chi deve andare al lavoro presto». In fila per la dose giornaliera di metadone c’è Dino, 37 anni di Tivoli, un lavoro da magazziniere: «Ho cominciato a fumare gli spinelli fuori dall’oratorio, per curiosità. Avevo 14 anni. A 27 le canne non mi bastavano più. Sono passato alla cocaina.

Dal 2000 mi inietto eroina nelle vene ma non ce la faccio più. Ho provato a smettere, 10 mesi senza questo schifo. Poi ci sono ricascato. Ora sono assistito da uno psicologo per capire perché sono caduto di nuovo nel tunnel. La verità è che bisognerebbe evitare anche lo spinello». Paradossalmente c’è anche chi non ne vuole uscire. E’ Francesca, 30anni, di Campobasso, appena uscita dal carcere di Rebibbia per rapina, tossicodipendente da 17 anni e un figlio di 9: «Non so fare altro, mi sto distruggendo ma non sopporto la lucidità, la testa sulle spalle». Stefano, 38 anni, romano, invece sta lottando disperatamente per farla finita con l’eroina: «Da 2 settimane non tocco roba, ma per 15 anni non ho fatto altro. Ora voglio una vita normale».

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