Da: “Vita” – Vienna, 9 marzo 2005
FONDATORE COMUNITÀ VILLA MARAINI DIFENDE TOSSICODIPENDENTI
Un appello alla comunità internazionale a non attaccare “cartellini morali” agli sforzi sanitari pubblici a favore delle vittime degli stupefacenti e’ stato espresso oggi a Vienna da Massimo Barra, il vice presidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e delle società della Mezzaluna rossa.
Barra., che e’ fondatore a Roma della comunità Villa Maraini, ha ricordato che la Croce Rossa, nata nel 1864 all’insegna della più rigorosa neutralità, ha come sua missione anche la rappresentanza degli interessi delle persone più vulnerabili.
Per questo le forze di questo movimento internazionale – ha detto Barra – vengono ora impegnate anche per aiutare i tossicodipendenti, che sono una sfida umana enorme e spesso fastidiosa per le società moderne. Allo scopo occorre sostenere anche quelle pratiche come lo scambio di siringhe usate con siringhe nuove, l’apertura di spazi protetti per iniettarsi stupefacenti e altri trattamenti alternativi che le convenzioni internazionali dell’Onu per ora non prevedono.
“Non possiamo rinunciare a misure in grado di salvare vite umane, in grado di aiutare a contenere le conseguenze mortali del fenomeno degli stupefacenti – ha detto Barra a Vienna – Un fallimento in questo sforzo vorrebbe dire abbandonare le vittime degli stupefacenti alla loro malattia”. L’attuale Federazione tra Croce Rossa e società della Mezzaluna rossa è stata fondata nel 1919 a Parigi, ha ricordato Barra, sotto il motto ”Portare la luce della scienza e il calore della simpatia umana in ogni angolo del mondo ed in questo senso gli sforzi sono ora rivolti ad aiutare i tossicodipendenti in tutto il mondo.
Quello delle tossicodipendenze, per il medico romano, è anche un problema di conoscenza. “Spesso i politici non vogliono avere nulla a che fare con il mondo dei drogati – ha detto Barra ai giornalisti oggi a Vienna – mentre e’ molto più facile essere contro. Ma se un drogato viene escluso, emarginato dalla società civile, il pericolo aumenta”.
“Stigmatisation kill’s, l’emarginazione uccide più delle sostanze stupefacenti” ha detto Barra, che in 30 anni di professione ha avuto tra i suoi pazienti oltre 30 mila tossicodipendenti.