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Interventi · 30 Luglio 2002

“Ero schiavo della droga, ora aiuto gli altri”

Da: Il Messaggero — 30 Luglio 2002 · IT

Daniele, il primo “tossico”al quale è stata estinta la pena detentiva e pecuniaria

La storia/Dopo il carcere, cinque anni di buona condotta e il lavoro

come volontario presso la comunità di recupero Villa Maraini

LA SENTENZA

Nel procedimento instaurato a norma dell’art. 93 comma i D.P.R. 309/90, chiamato alla camera di consiglio del 14 marzo 2002, nei confronti di Daniele S. si osserva che nel quinquennio successivo alla sospensione, ultimato il programma terapeutico, non ha commesso reato alcuno e non ha dato adito a rilievi con la sua condotta in genere, come emerge dalla relazione della Fondazione Villa Maraini e dalle informazioni fornite dalla polizia giudiziaria. Deve pertanto trovare applicazione il disposto dell’art. 93 comma i D.P.R. 309/90, e farsi luogo alla declaratoria d’estinzione ivi prevista. Ritiene il Collegio che l’estinzione operi, e vada dichiarata, in relazione alla pena detentiva e pecuniaria e ad ogni altro effetto penale prodotto dal titolo in epigrafe, come prodotto dalla difesa.

P.Q.M: Sentito il Procuratore Generale Visti gli artt. 90 ss. D.P.R. 309/90;

Dichiara

estinta la pena, detentiva e pecuniaria, e gli effetti penali di cui alla condanna. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 14 marzo 2002.

IL PRESIDENTE Giuseppe Falcone, L’ESTENSORE Francesco Centofanti

Adesso che il passato non pesa più, Daniele sente la vita farsi leggera e anche più facile, adesso sì che può ricominciare per davvero, riprendersi quelle piccole cose negate, che poi tanto piccole non sono, come la patente nautica, che gli è stata rilasciata e poi ritirata perché “non in possesso dei requisiti morali”, lui ex tossicodipendente ed ex detenuto.

E quanto l’ha ferito quella frase, quasi più della condanna, “non mi andava giù, ed è stato allora che ho deciso di continuare a combattere”. Ha vinto e ha aperto una strada: il tribunale di sorveglianza di Roma, presieduto dal giudice Giuseppe Falcone, ha dichiarato “estinta la pena detentiva e pecuniaria”. Daniele, 35 anni, che da oltre 11 non tocca una siringa, la sua vita l’ha salvata e lavora per salvare quella degli altri, adesso non ha più nulla da pagare.

Quei 30 milioni di multa, diventati 36 con le more, a cui era stato condannato – ultimo conto in sospeso con la giustizia dopo che i 4 anni e sei mesi di reclusione erano già stati sospesi – non deve versarli. “E’ il primo tossicomane a cui sono stati annullate sia la pena detentiva che quella pecuniaria in seguito a cinque anni di buona condotta, come prevede l’articolo 90 della legge nazionale antidroga”, spiega Massimo Barra, responsabile della fondazione Villa Maraini.

“Sembra poco e invece è una grande vittoria”, e Daniele ringrazia quelli che lo hanno sostenuto, l’avvocato Vincenzo Saraceni e Barra. “Mi restavano 36 milioni da pagare, ma io questi soldi non li avevo e non avevo modo di procurarli. Avrei potuto convertire la pena pecuniaria in un anno e mezzo di libertà vigilata, ma sarebbe stato come tornare nella condizione di detenuto. Come fa a trovare tutti quei soldi chi è stato in carcere e sta lottando per ricostruirsi una vita? Già è un miracolo se hai un lavoro che ti dà a malapena da vivere. Quella multa era un peso per me. Poi, qualche mese fa, mi hanno ritirato la patente nautica, ci sono rimasto malissimo. Dobbiamo fare qualcosa, ho detto al mio avvocato, e ci siamo mossi”.

Un lavoro, Daniele, ce l’ha già, fa l’operatore sociale a Villa Maraini, e s’è messo anche a studiare Sociologia. “Opero nella bassa soglia, ho il primo contatto con i tossicodipendenti che arrivano in comunità, tanti non hanno nemmeno deciso di smettere e vengono da noi solo per fare una doccia. Mi avvicino e chiedo se gli va di chiacchierare, se hanno bisogno di qualcosa, cerco di stabilire un contatto. A volte trattenerli al centro anche solo mezza giornata è un successo.

E poi li ascolto. Quando mi facevo, soffrivo di solitudine, è la sensazione più dolorosa che ricordo. Non riuscivo a dire: sto male, aiutatemi. Non parlavo con nessuno e solo adesso so quanto mi sarebbe stato d’aiuto”. Daniele ha cominciato a 14 anni, “per gioco, per curiosità, a quel tempo non si sapevano tutte queste cose.

Era il primo anno dell’istituto professionale e non avevo nessun particolare problema, la mia famiglia è normalissima. Forse, il disagio era nell’ambiente in cui vivevo, abitavo a Pietralata e per i ragazzi non c’era proprio niente, nemmeno un campo di calcetto. Lo facevano i miei amici e ho cominciato a farlo anch’io. All’inizio pensavo che sarei stato capace di gestire la droga, e per qualche anno è stato così, mi facevo una volta a settimana e anche di meno.

Dopo il militare, a 19 anni, ho preso a farmi tutti i giorni. Spacciavo, facevo qualche furtarello e a 21 anni sono stato arrestato, solo allora la mia famiglia ha saputo che mi drogavo. Sono rimasto in carcere due anni, è stata un’esperienza importante perché lì ho incontrato quelli di Villa Maraini e ho deciso di farla finita.

Ho cominciate il percorso terapeutico e all’inizio è stata dura: ti devi autoimporre delle norme dopo che per tanto tempo sei stato abituato a vivere senza regole. Ma finalmente mi sentivo parte di un piccolo gruppo e fino a quel momento non mi ero mai sentito parte di niente”.

Dopo che esce dal carcere, nel ’93, Daniele prende il diploma di “tecnico dei servizi sociali”, completa il percorso, guarisce e comincia ad aiutare gli altri. Nel ’95 il tribunale di sorveglianza sospende la pena, resta quella multa che adesso un giudice ha cancellato. “Adesso combatterò per riavere la mia patente nautica”.

LE CIFRE

Gli eroinomani, a Roma e provincia sono tra i 25 e i 30mila, su una media nazionale di 250mila. Impossibile stimare quanti siano i cocainomani perché solitamente non si fanno curare e non si rivolgono ai centri di cura. “Certamente gira più cocaina che eroina”, sostiene Massimo Barra, responsabile della Fondazione Villa Maraini da anni in prima linea nel recupero dei tossicodipendenti. Dopo 12 anni, un terzo degli eroinomani guarisce, un terzo continua a drogarsi e un terzo muore.

A Villa Maraini ogni anno vengono seguiti circa tremila tossicodipendenti. “Non aspettiamo la richiesta d’aiuto – continua Barra – noi andiamo incontro ai tossicomani, li andiamo a cercare nelle strade, negli ospedali, nei commissariati, nei tribunali. La maggior parte sono eroinomani, tra cui molti giovani che hanno cominciato con l’ecstasy, sono andati fuori di testa e hanno trovato nell’eroina un sedativo”.

La sentenza che ha annullato la pena pecuniaria a un ex tossicomane secondo Barra è un grande traguardo. “E’ una sentenza – aggiunge – che oltre ad avere un’utilità pratica, manda un messaggio d’incoraggiamento a tanti tossicomani”.

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