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Interventi · 29 Dicembre 1993

Contro il razzismo, i libri

Da: Paese Sera — 29 Dicembre 1993 · IT

Da: “Paese Sera” del 29 dicembre 1993

Massimo Barra scrive a tutte le scuole della provincia Serve uno “scaffale sud del mondo” in ogni biblioteca

“Di fronte alla stupidità delle tante forme di razzismo anche larvato con cui dobbiamo tutti quotidianamente confrontarci è indispensabile un’azione capillare di educazione allo sviluppo a livello di tutte le scuole. Far conoscere a tutti gli studenti il Sud del mondo può servire o prevenire l’egoismo e la presunzione di certo Nord”.

Questa, secondo l’assessore provinciale per le Politiche della solidarietà, Massimo Barra, la motivazione che lo ha spinto, con il presidente Ricci, a scrivere a tutte le scuole della provincia per lanciare l’iniziativa del Cies (Centro italiano per l’educazione allo sviluppo) sul tema “Uno scaffale con libri del Sud del mondo in ogni biblioteca”.

Nato per dare voce agli autori e alle produzioni del Sud e sul Sud, testi che molto difficilmente accedono al nostro sistema di comunicazioni, il progetto ha come obiettivo quello di creare in ogni biblioteca uno “scaffale Sud del mondo”. Un reparto specializzato, insomma, che raccolga testi, riviste, audiovisivi e video i cui temi riguardino lo sviluppo, la multicultura, l’intercultura, l’ambiente, la pace, i diritti umani e civili, l’immigrazione.

In aggiunta agli altri servizi il Ceis, che è un’organizzazione di volontariato impegnata nella cooperazione coi Paesi del terzo mondo, offre la possibilità di usufruire di uno sportello telematico, una sorta di banca dati accessibile a distanza via modem, grazie al quale sarà possibile avere l’indicazione di documenti editi sui singoli argomenti.

In questo modo sarà più facile, per chi sia interessato, rintracciare volumi, videocassette e riviste nelle biblioteche della propria città . “Ogni forma di educazione allo sviluppo – ha concluso l’assessore Barra – vuol dire concorrere a formare cittadini tolleranti, rispettosi degli altri e capaci di interrompere il corto circuito che considera i lontani e i diversi come potenziali nemici da aggredire o da cui difendersi”.

La conoscenza, la cultura, usata come arma per vincere il razzismo. Una strategia, questa, che in più occasioni si è mostrata vincente, in particolare se messa in pratica tra i giovani, nelle scuole. Fondamentale, quindi, che l’iniziativa venga ripresa e portata avanti oltre che nelle grandi strutture, nelle biblioteche d’istituto che formano il primo “patrimonio lettura” degli studenti.

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