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Sicurezza: foto prostituta; Barra (C.R.I.), problema è strutturale

Da: “ANSA” Roma 13 agosto 2008

“E’ riduttivo scandalizzarsi per uno scatto. Il problema delle celle di sicurezza è un fatto strutturale. I detenuti vivono in condizioni inaccettabili per una società civile”. Così Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana, commenta la fotografia della prostituta in carcere. Un gesto, che il numero uno dell’associazione di volontariato definisce, “ignobile”. “Noi nelle celle ci entriamo, e le vediamo, ogni volta che viene arrestato un tossicodipendente. Anche in strutture moderne – afferma – le celle di sicurezza ricordano l’ultimo atto della Tosca, le vecchie celle di Castel S. Angelo. E’ una situazione da lager, tutti i cessi sono alla turca, gli spazi sono ridottissimi, a volte si tratta di veri e propri loculi.

E’ un ambiente che crea sofferenza ed alimenta reazioni violente”. Barra ci tiene a sottolineare che “la pena per il detenuto è la limitazione della libertà e non l’abbrutimento in cui si fa vivere”. Già due anni fa, Barra sollevò in una lettera al ministro dell’interno la difficile condizione di vita nelle celle di sicurezza. “Non ricevetti alcuna risposta. Rinnovo quell’appello all’attuale ministro dell’interno: verificare, e modificare, le condizioni di vita nelle celle di sicurezza. Anche questo segna il livello di civiltà di un paese”.

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