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Nomadi: censimento Roma; Barra, non facciamo azione repressiva

Da: “ANSA” – Roma, 17 luglio 2008

“La nostra non è un’operazione repressiva, se qualcuno ha immaginato una cosa del genere si è sbagliato: sul censimento c’è stata una paranoia collettiva, mi trovavo in Uganda e ho sentito Al Jazeera che parlava delle impronte ai bambini, noi siamo qui in amicizia”. Lo ha detto il presidente della Croce Rossa Massimo Barra, nel campo dove si svolge la prova generale del censimento dei nomadi a Roma. “Siamo qui per portare un sostegno a queste comunità e lo faremo in tutti i campi dove troveremo delle persone disposte ad incontrare i nostri operatori – prosegue Barra – Le schede sono tutte di natura sociosanitaria e resteranno alla Cri.

Serviranno a capire se sono state effettuate le vaccinazioni e se i bambini stanno bene in salute”. Il presidente nazionale della Cri ha spiegato che una scheda sanitaria “resterà anche ai censiti e sarà munita di foto. Darà la possibilità di accedere a chi vorrà anche ai servizi della Croce Rossa”. Barra ha precisato che tutti i dati verranno custoditi in un data base della Cri e “se la magistratura avrà buoni motivi per chiedere i documenti li daremo, come si fa con le cartelle cliniche. Dobbiamo dividere quella che è la nostra attività da quella di repressione delle forze dell’ordine, che segue altri binari e non interferisce con il nostro lavoro”. Barra a chi gli chiedeva se ci sarà l’intervento delle forze dell’ordine nel corso del censimento che scatterà ufficialmente da lunedì, ha aggiunto: “La Croce Rossa si fa proteggere dal suo emblema, non abbiamo bisogno di forze dell’ordine”.

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