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“Noi, sempre vicini alla sofferenza”

Da: “Corriere di Viterbo” Viterbo 1 maggio 2008
Massimo Barra sottolinea l’importanza del rispetto dei diritti umani

“Noi non siamo neutrali nei confronti della sofferenza umana”. Con questa frase il presidente nazionale della Croce rossa italiana ha sintetizzato il convegno che si è svolto lunedì scorso nell’aula magna della facoltà di Scienze politiche dell’Università della Tuscia. Un convegno in cui si è parlato di diritto internazionale umanitario e a cui sono intervenute molte personalità che operano nel campo della Cri viterbese e non solo. “Noi non dobbiamo fornire assistenza passiva – ha sottolineato il presidente Massimo Barra – ma alleviare il dolore della sofferenza umana. Noi non facciamo parte del sistema degli Stati, non siamo una onlus, bensì la nostra collocazione è ‘in mezzo’, fra i governi e la società civile”.

Un intervento significativo in cui il presidente nazionale dell’associazione umanitaria ha sottolineato l’importanza di “apparire”: “chi non appare, non esiste” ha detto e soprattutto ha spinto l’acceleratore sulla “grande riforma di cui la Cri ha bisogno per riscoprire la vocazione dell’indipendenza”, ricordando come la Croce rossa sia “ausiliaria dei governi e non partigiana di nessuno”, di come “non debba essere ammiccata e di come debba mantenere il suo rapporto privilegiato con le istituzioni”. Per concludere il presidente Barra ha parlato del “potere dell’ umanità” citando la situazione di Gaza “in cui – ha dichiarato – non si riesce a portare aiuto alle persone più vulnerabili anche se per fortuna la mezza luna rossa palestinese e la stella di David israeliana collaborano: questo è il potere dell’umanità”.

Parole significative e chiarificatrici che sono arrivate dopo gli interventi dei componenti della tavola rotonda su “Problemi e prospettive della Croce rossa all’inizio del nuovo secolo: la prospettiva degli operatori”. Antonella Piacente (presidente regionale Cri Lazio) aveva infatti esordito sottolineando come i volontari Cri “debbano essere protagonisti e non semplici osservatori” invitando a compiere “atti di denuncia per tenere alta l’attenzione su situazioni in cui viene meno il rispetto per l’umanità”, mentre Barbara Scolari (delegato regionale per il coordinamento degli istruttori Diu) ha posto l’accento sulla difficoltà de gli operatori umanitari nel difendere le loro mansioni senza perdere il privilegio che consente loro di accedere ai luoghi più “caldi”.

Remigio Ricchiuti invece, da presidente provinciale della Cri di Latina ha illustrato il progetto “Angeli custodi” portato avanti nella sua città con lo scopo di contrastare la mendicità dei minori “in due anni il fenomeno si è ridotto circa del 70 per cento” ha commentato soddisfatto. A lanciare la palla sul tema della “neutralità” su cui ha tratto le conclusioni il presidente nazionale Barra, è stato invece il presidente del comitato locale Cri di Soriano nel Cimino Vittorio Sotgiu, secondo il quale fondamentale è anche la formazione dei volontari “già bravissimi tecnicamente, ma che dovrebbe concentrarsi più sulla storia dell’ associazione e sull’importanza del rispetto del diritto internazionale umanitario”.

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