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La Croce Rossa Italiana in missione di pace in Georgia …

Da: “Riviera24” 4 settembre 2008
… il presidente Massimo Barra al Casinò
“Il nostro messaggio – ha detto – è quello di aprirsi sempre di più alla società civile, affinché il diritto umanitario non sia più patrimonio esclusivo di un club di amici, ma che abbia da dire qualcosa anche alla gente comune”.

“Al momento stiamo operando in Georgia con circa 35 unità con le quali gestiamo le cucine per migliaia di persone al giorno”. Lo ha dichiarato il presidente della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, al teatro dell’opera del Casinò di Sanremo, a margine dei lavori della Tavola Rotonda sul tema ‘Diritto internazionale umanitario diritti umani e le operazioni internazionali di pace’, organizzata dall’istituto di Diritto Umanitario di Sanremo. “Abbiamo fatto un primo invio con un Hercules e un secondo con un’auto colonna di 18 mezzi che ha dovuto attraversare per duemila chilometri la Turchia, dove abbiamo ricevuto l’assistenza della Mezzaluna rossa turca”. Dalla Tavola Rotonda di Sanremo, Massimo Barra lancia un messaggio: “il nostro messaggio – ha detto – è quello di aprirsi sempre di più alla società civile, affinché il diritto umanitario non sia più patrimonio esclusivo di un club di amici, ma che abbia da dire qualcosa anche alla gente comune”.
“A livello internazionale siamo assai impegnati nell’assistenza ai migranti. A Lampedusa., quest’anno, c’è stato un afflusso enorme, il doppio degli anni scorsi e proprio ad agosto siamo stati costretti ad aumentare di mille posti letto le nostre capacità, aprendo quattro nuovi centri”. Dal Casinò di Sanremo, il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, parla anche di emergenza immigrazione. “Il governo ci ha chiesto di ospitare più persone richiedenti asilo, rispetto al passato e, in agosto, nel giro di 24 ore, abbiamo aperto quattro nuovi centri a: Castiglione delle Stiviere, Marina di Massa, Settimo torinese e Castelnuovo di Porto. C’è un aumento della migrazione, soprattutto dalle zone di guerra: Somalia, Eritrea ed Etiopia. L’accordo con la Libia? Vedremo”.

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