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Elezioni: Barra meno slogan, più attenzione a chi ha bisogno

Da: “AGI”; “il Velino”; “ASCA” Roma, 13 febbraio 2008

Chiediamo che il confronto sui programmi elettorali tenga finalmente conto anche delle esigenze primarie di chi nella società è isolato, emarginato e, quindi, più sfigato, senza ascolto soltanto perché nella sua condizione non risulta magari numericamente significativo”. Ad affermarlo è il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, che si rivolge ai leader degli schieramenti politici perché rivolgano “maggiore attenzione verso chi più ha bisogno”. “Una attenzione – sottolinea Barra – che prescinda dagli slogan e dalle promesse e che si traduca in azioni concrete a favore di chi soffre e a sostegno di chi quotidianamente presta loro assistenza e soccorso. Chi si propone di guidare un Paese civile deve riconoscere questa esigenza tra quelle prioritarie e farsene realmente carico”.

“La Croce Rossa Italiana, la più grande Associazione di Volontariato presente in Italia con circa 200 mila Volontarì attivi in 1500 località su tutto il territorio nazionale – afferma Barra – vanta da Enti Locali e Ministeri circa 50 milioni di euro di crediti. Una situazione che deve assolutamente essere affrontata e risolta in fretta, senza che le nostre attività, in Italia e all’estero, siano pesantemente condizionate da questioni economiche, non dipendenti dalla nostra volontà. In questi ultimi anni, poi, i trasferimenti di fondi statali alla CRI sono fortemente diminuiti, pur in presenza di servizi di alta qualità sempre rivolti alla popolazione”.

“Ci sono situazioni analogamente gravi – ricorda ancora il presidente della Croce Rossa – che denotano scarsa attenzione verso il sociale e pongono a rischio l’attività di chi opera nel settore, erroneamente ancora scarsamente considerato. E’ il caso della Sezione Italiana del Servizio Sociale Internazionale (SSI) una Organizzazione, fondata a Ginevra nel 1924, con Sezioni in 19 Stati e Corrispondenti in oltre 150 Paesi. In Italia è presente dal 1932 inizialmente all’interno della Croce Rossa Italiana, divenendo autonoma nel 1965 e riconosciuta quale Ente Morale nel 1973. Dal 2000 il SSI è stato privato dei contributi ministeriali su cui aveva potuto sempre contare e rischia oggi di chiudere, nonostante che ancora annualmente tratta oltre 3 mila casi sociali, segnalati nella quasi totalità dalla Pubblica Amministrazione. La CRI – conclude – fa appello alle Autorità di governo perché si adoperino in ogni modo per evitare l’ormai imminente chiusura dell’ SSI”.

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