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Croce Rossa: conti in rosso, crediti per mln da Stato

Da: “ANSA”; – Roma, 3 gennaio 2008 – Ripreso da: “La Gazzetta del Mezzogiorno”; “Giornale di Brescia”; “La Provincia”; 4 gennaio 2008
Verso nuovo Statuto, fra i progetti anche camper a Teheran

La Croce Rossa Italiana, ente pubblico, vanta un credito da amministrazioni locali e ministeri per complessivi 40-50 milioni di euro. Una cifra che l’associazione di volontariato più grande d’Italia (300 mila volontari e 5.700 dipendenti) ha tutta l’intenzione di reclamare tenuto conto che il bilancio passivo (in totale il deficit di cassa ammonta a circa 70 milioni, accumulato in vari anni, e per lo più relativo a crediti) pesa e condiziona la quotidiana attività umanitaria. “Abbiamo fatto miracoli in questi anni sui soldi. Soprattutto – osserva il numero uno della Cri – se si tiene conto che gli stipendi sono lievitati mentre i trasferimenti dallo stato sono via via diminuiti.

Nel 2007, ad esempio, abbiamo avuto 10 milioni in meno rispetto all’anno precedente. Per contenere le spese abbiamo tagliato molto ma di più non si può, perché poi a rimetterci sono gli utenti, ossia i più deboli. E questo non è pensabile. La Cri è un organismo ausiliare dello stato ed è a carico del governo. Per me non è una questione corporativa e se lo stato vuole un Cri light non faccio obiezioni, basta dirlo. In caso contrario, la mantenga”. Per abbattere i costi, Barra intanto ha deciso che nessun comitato locale dovrà più sottoscrivere convenzioni con le Asl che non siano in equilibrio e che il costo del personale (i cui stipendi da qualche anno gravavano sul comitato centrale) nonché spese ed assicurazioni saranno dal 2008 a carico degli organismi locali.

Sempre ai comitati locali è stato chiesto un ‘contributo di solidarietà’ la cui risposta volontaria (è in progress) ha raggiunto finora i 6 milioni di euro. Per avere il bilancio in equilibrio ne sono necessari altrettanti. Barra – fresco di nomina a livello del movimento internazionale, è stato eletto vicepresidente della Commissione permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – parla anche di alcuni progetti all’estero, tutti da realizzare in collaborazione con le società di Croce Rossa o Mezzaluna Rossa locali. Come il progetto, ancora in discussione, di inviare i militari della Cri in Libano e Afghanistan. E l’ospedale per ustionati di Baghdad; “è tutto pronto, si aspetta solo l’ok dal ministero degli esteri”. In Afghanistan, dopo l’esperienza del centro antidroga aperto un anno fa, è in programma l’avvio di altri cinque centri.

A Teheran, invece, dove già sta lavorando una psicologa italiana per la riduzione del danno, un camper della Cri girerà per le periferie della capitale iraniana per combattere il diffuso fenomeno delle morti per overdose. Prossimo ed importante appuntamento per la Cri è anche la riforma dello statuto. Presto, si conta di inviare una bozza al governo italiano ed agli organismi internazionali della Croce Rossa (Federazione e il Cicr) che “hanno ribadito – sottolinea Barra – che quello attuale pone la Cri al di fuori della normativa del movimento per la troppa ingerenza dello stato”.

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