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C.R.I. commissariata: cambio al vertice, in arrivo Rocca

Da: “ANSA” Roma 12 novembre 2008
BARRA ACCUSA GOVERNO, VIOLATA INDIPENDENZA ENTE INTERNAZIONALE

Il commissariamento sembra il destino della Croce Rossa Italiana. Dai primi anni ’80 ha sommato, infatti, oltre una ventina di anni di gestione straordinaria. Ed ora, per la più grande associazione di volontariato italiana (300 mila volontari, 5 mila dipendenti, 2 mila sezioni locali), si replica: domani si insedierà un nuovo commissario straordinario. Si tratta di Francesco Rocca, un avvocato romano di 43 anni, che già aveva lavorato nella Cri e che al momento collabora con il sindaco della capitale Gianni Alemanno. La decisione del commissariamento è arrivata con decreto del presidente del Consiglio.

Una scelta che si rende necessaria – come si legge nel provvedimento del 30 ottobre 2008 – per “le gravi carenze ed irregolarità nella gestione dell’associazione”, in particolare del corpo militare, e per migliorare l’efficienza dei servizi. Domani, quindi, il passaggio delle consegne con il presidente uscente Massimo Barra nella sede nazionale di Via Toscana, a Roma. Fra i due sono venuti scambi di stima reciproca ma Barra (tre anni a capo dell’organizzazione) esprime comunque “sconcerto” per essere stato tenuto al di fuori dell’orientamento governativo: “Nessuno mi ha detto niente, nessuno mi ha ringraziato.

Ho saputo del commissariamento avvenuto ieri sera via fax”. Quindi l’affondo: “Purtroppo c’è qualcuno che pensa che la Cri sia un paraministero e non un tassello di un movimento internazionale che ha le sue regole, fra cui quella dell’indipendenza che in questo caso è stata palesemente violata”. Eppure, negli ultimi tre anni – come dice lo stesso Barra – il deficit di cassa è sceso di circa 40 milioni di euro. Per il neocommissario, alla Cri “ci sono problemi strutturali. A Barra domani rinnoverò la mia stima come uomo di Croce Rossa, non solo nazionale ma internazionale, che ha dato tanto all’organizzazione e paga colpe non sue”.

Nessuna violazione poi, a suo avviso, del principio di indipendenza della Cri (come anche avevano segnalato da Ginevra gli organismi internazionali del movimento che avevano scritto a Berlusconi): “nel momento in cui lo stato mette una somma considerevole su un ente pubblico, parliamo di centinaia di migliaia di euro, ha diritto di chieder conto dell’ utilizzo delle somme. La questione semmai è di un riequilibrio corretto del rapporto fra Croce Rossa e stato”. Soddisfazione per la nomina di Rocca è stata espressa dall’ex commissario della Cri Maurizio Scelli e dal leader de La Destra, Francesco Storace.

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