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Tossicodipendenza, presentata sperimentazione eroina in compresse

Da: “Omniroma” Roma, 23 marzo 2007

“La stigmatizzazione e la discriminazione dei tossicomani in tutto il mondo uccide e crea danno più delle sostanze stesse. Nuove politiche sull’abuso di droga sono necessarie e devono essere basate sulla terapia, la compassione e la presa in carico globale dei tossicomani. Il movimento internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa è chiamato ad agire tanto sul terreno quanto a livello di advocacy per orientare in senso umanitario la risposta degli Stati ad una problematica che è oramai una tragedia planetaria”. Lo ha detto Massimo Barra, presidente nazionale della Croce rossa italiana, alla conferenza stampa, organizzata dalla Cri a Villa Maraini, per presentare un possibile protocollo di sperimentazione italiana della diacetilmorfina (eroina farmaco) per uso orale quale farmaco sostitutivo in tossicodipendenti da oppiacei cronici refrattari ad altre cure.

“La via orale, – ha spiegato Paolo Nencini, ordinario dell’Università La Sapienza di Roma – impedendo la rapida comparsa di effetti psicofarmacologici, attenua il processo associativo tra modalità di assunzione e stimolo farmacologico, che viene ritenuto cruciale nello stabilirsi del comportamento tossicomane. Il somministrare al paziente la droga ricercata in un ambiente decente, associandovi un ‘offerta psicoterapeutica e socio-riabilitativa fornisce il massimo delle opportunità di miglioramento delle condizioni di salute e d’integrazione sociale”.

Alcuni recenti studi autorizzano a considerare seriamente la possibilità che l’efficacia della somministrazione controllata di eroina, in soggetti non responsivi al metadone/buprenorfina, poggi sul fatto che “gli effetti farmacologici dell’eroina – ha proseguito Nencini – almeno in alcuni soggetti, si differenziano dal metadone. Queste premesse cliniche sono una solida base per uno studio di conferma dell’efficacia della somministrazione controllata dell’eroina per uso orale in soggetti resistenti al trattamento metadonico/ buprenorfinico a mantenimento”. Nel corso dell’incontro sono stati resi noti i risultati positivi emersi dall’esperienza svizzera sull’efficacia terapeutica della somministrazione controllata di eroina ed è stata proposta la sperimentazione di uno studio pilota, della durata di 2 anni, da realizzarsi su un campione di 1000 tossicodipendenti divisi in 2 gruppi, uno trattato con terapia tradizionale sostitutiva (metadone) e l’altro con terapia sostitutiva utilizzante diacetilmorfina (eroina farmaco).

Alla conferenza sono intervenuti anche Carla Rossi, ordinario di Statistica Medica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Tor Vergata di Roma e membro dell’Osservatorio sulle Droghe della Comunità Europea di Lisbona, e Ignazio Marcozzi Rozzi, Presidente dell’Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze di Roma.

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