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La Croce Rossa Italiana a difesa dei diritti umani

Da: “Diritti e Libertà” L.I.D.U. Anno III / numero 1-2 Luglio 2007

Il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa, di cui la Croce Rossa Italiana è membro fondatore, rappresenta la più grande organizzazione di volontariato al mondo. I Principi di Croce Rossa su cui è basata la nostra attività sintetizzano i fini del Movimento che ne sono alle fondamenta: umanità, neutralità, unità, imparzialità, indipendenza, volontariato ed universalità.
Ogni membro della Croce Rossa deve avere questi 7 Principi sempre presenti e lasciarsi guidare da loro in ogni attività; in particolare quando opera nel campo dei diritti umani.

Non è retorico asserire che, nel nome di questi principi, molti uomini e donne della C.R.I. hanno pagato il prezzo più caro, superando, talvolta, il limite umano consentito che porta al sacrificio della propria vita per gli altri,; ovvero, mettendo in pratica la missione della Croce Rossa, che è quella di assistere le persone vulnerabili. Il concetto di vulnerabilità non è fisso e, infatti, le attività di Croce Rossa sono molto diverse tra loro; io ritengo che la Croce Rossa debba essere l’”avanguardia” dello Stato; cioè, quella che va nelle zone d’ombra, sempre più numerose, in cui lo Stato ha difficoltà ad avventurarsi, pronta a mediare tra inseriti e marginali, ricchi e poveri, sani e malati, in una logica di mediazione non giudicante.

Nella Strategia 2010 della Federazione Internazionale, con l’affermare che le priorità per le attività della Croce Rossa, in tempo di pace, sono l’assistenza ed il soccorso alle persone più vulnerabili, si sottolinea come le stesse persone vulnerabili non debbano essere considerate solo come oggetto di assistenza, ma come protagoniste attive del loro riscatto.

E’ questo il caso di tutti quei tossicodipendenti, di tutti quei sieropositivi e, in generale, di tutti quegli emarginati che, in Italia, come in molte altre parti del mondo, sono diventati volontari di Croce Rossa e contribuiscono attivamente, attraverso il proprio processo di riscatto e di empowerment, al miglioramento delle condizioni di vita delle proprie comunità.

In Italia, la CRI aiuta le persone portatrici di handicap, mobilita i suoi 9500 automezzi per oltre 100 milioni di km all’anno al servizio degli ammalati e dei feriti, assiste le persone in fin di vita, rompe le grandi solitudini. Dove c’è sofferenza, o la dignità dell’uomo è ignorata, quando la Società non sa più o non è più in grado di proporre soluzioni, lì si trova la Croce Rossa, portatrice di esperienze acquisite in più di centoquaranta anni di esperienza e tradizione.

Per quel che, più in particolare, mi riguarda, ho sempre avuto a cuore, nella lotta quotidiana alla droga, i giovani; ho sempre tenuto ad avvicinarmi a loro, a compenetrarmi nei loro problemi e nelle loro situazioni, senza far troppo rumore, senza lasciar intendere d’essere “giovanilista”, ma vivendo tra i giovani ed usando il loro stesso linguaggio. Gli anziani sostengono che i giovani non hanno valori. Ma non è così! La verità è che gli adolescenti hanno semplicemente valori diversi da quelli degli anziani.

Ma la CRI non è solamente la più grande associazione di volontariato in Italia. La CRI è inserita all’interno di un Movimento Internazionale che, insieme alla Federazione Internazionale ed al Comitato Internazionale della Croce Rossa, riunisce, oggi, 185 Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezza Luna Rossa, insieme ad oltre 90 milioni di persone che condividono gli stessi Principi Fondamentali, gli stessi valori e la stessa mission; quella, cioè, di alleviare la sofferenza umana e di dare dignità e voce ai più vulnerabili. Un Movimento che la stessa Croce Rossa Italiana ha contribuito a fondare, firmando, nel 1864, la I Convenzione di Ginevra e sedendo, nel 1919, al tavolo dei promotori della Lega delle Società Nazionali della Croce Rossa, ora, Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

All’estero, la CRI è attiva in zone di guerra, così come nelle grandi calamità che, periodicamente, colpiscono il mondo. Svolge, inoltre, progetti di emergenza, sviluppo e capacity building in partenariato con le omologhe Società Nazionali di 25 paesi dell’ America Latina, del Medio Oriente, dell’Europa dell’Est, dell’Africa e dell’ Asia.

Ma è nel Mediterraneo che la Croce Rossa Italiana, insieme alle Società Consorelle, gioca un ruolo chiave, un ruolo di “ponte” tra due mondi che, da troppo tempo, vivono nella diffidenza e nel sospetto reciproci: il nord ed il sud, la cultura occidentale e quella araba. E’ in questa regione del mondo, caratterizzata più dalle diversità che dalle similitudini, che le Società di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa possono e debbono istituzionalmente fare la differenza, intervenendo sì nell’emergenza o nella ricostruzione, ma favorendo anche il dialogo e la pace, attraverso progetti comuni di sviluppo, nonché il reciproco scambio di idee e d’esperienze tra i giovani, che sono la nostra vera, grande forza propulsiva in termini di prospettiva.

Proprio al centro del Mediterraneo, a Lampedusa, la CRI partecipa, insieme all’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati ed all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ad un progetto internazionale in favore dei migranti irregolari che sbarcano sull’isola, con compiti specifici di assistenza ai minori e alle donne. Quella dei CPT, dei CPA o di come si decida di chiamare questi luoghi di “accoglienza”, quasi sempre circondati dal filo spinato, nei quali troppo spesso le condizioni di vita sono inaccettabili, è, comunque, una realtà molto complessa ed, a volte, crudele; realtà su cui, purtroppo, troppo spesso la Croce Rossa non può intervenire. Come Croce Rossa, infatti, non possiamo “chiederci” se i Centri siano giusti o sbagliati, perché questo non rientra nei nostri compiti. Non ci è consentito giudicare la Legge dello Stato, alla quale siamo sottoposti per Statuto. Questa condizione di base, tuttavia, non impedisce che ci si possa battere per la difesa di valori quali la dignità, il rispetto ed i diritti dell’individuo, senza distinzioni o restrizioni di alcun tipo.

Per questo, se, da un lato, la CRI, in quanto “ausiliaria” dei Poteri Pubblici, è sottoposta alla Legge dello Stato, dall’altro, è anche internazionalmente protetta da possibili ingerenze dello Stato dai Sette Principi Fondamentali, che, nella sostanza, fanno da contraltare alla nostra “ausiliarità”.
Ed è proprio il Principio Fondamentale dell’Indipendenza che ci consente di servire, sempre, unicamente e prioritariamente, le vittime, e di denunciare, in primis alle autorità , quindi, alla stampa, le violazioni degli impegni presi dallo Stato nel campo della difesa dei diritti e della tutela dei più vulnerabili. E dal momento che la Croce Rossa è sempre in prima linea nella difesa dei Diritti umani e nell’assistenza ai più vulnerabili, proprio la C.R.I. dovrebbe essere presente in tutti i Centri per immigrati, onde garantire il rispetto dei diritti fondamentali di chi è costretto a transitarvi e soggiornarvi, umanizzandone le condizioni di vita e le relazioni tra le persone, alla stregua di quel che avviene a Ponte Galeria, il più grande Centro per immigrati d’Europa, ove le Forze dell’Ordine possono accedere soltanto se chiamate dai nostri volontari per motivi di ordine pubblico. (Segue alla pagina successiva >>)

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