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Droga: eroina in pillole per cura, proposta inedita in Italia

Da: “ANSA” Roma 23 marzo 2007
BARRA (CRI), DISPONIBILI SE AUTORITA’ DANNO IL VIA LIBERA

La somministrazione medica di eroina per via iniettiva ai tossicodipendenti in Italia non è consentita, ma ora c’è un nuovo tipo di terapia, con eroina per via orale, che in Svizzera sta mostrando esiti positivi e che si potrebbe sperimentare anche da noi: la proposta è stata spiegata oggi, da un gruppo di esperti, nella sede della Croce Rossa Italiana a Villa Maraini a Roma. Si tratta, ha spiegato il presidente dell’Agenzia comunale per le tossicodipendenze di Roma, Ignazio Marcozzi Rozzi, di una cura destinata a quegli eroinomani che si sono mostrati refrattari ai farmaci sostitutivi, cioè al metadone e alla buprenorfina.

Su questo tipo di tossicodipendenti gravi, da molti anni in alcuni Paesi europei – Svizzera, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Regno Uniti, Belgio, Austria – oltre che in Canada e in Australia, sono in atto programmi di cura con la diacetilmorfina, cioè l’eroina farmaco, per via endovenosa, in associazione con cure psicoterapiche e socio-riabilitative. L’esperienza svizzera, in particolare – ha sottolineato Marcozzi Rossi – ha dato esiti positivi, “migliorando le condizioni psico-fisiche e sociali” dei pazienti. Tanto che nel Paese elvetico ormai questa terapia è passata dalla fase di sperimentazione a una condizione ordinaria, cioè viene fornita dal servizio sanitario nazionale.

“Ora c’è questo nuovo studio svizzero – ha concluso – che ha curato per un anno 402 tossicodipendenti con l’eroina in compresse, dimostrando una maggiore ritenzione nel programma (l’80% delle persone non ha abbandonato la cura) e una minore pericolosità rispetto alla somministrazione con siringa”. Il farmacologo Paolo Nencini, dell’Università La Sapienza di Roma, ha spiegato che i tossicodipendenti che non rispondono al trattamento con il metadone o a trattamenti ‘drug free’ nelle comunità, potrebbero trarre beneficio dalla cura con l’eroina. “Il metadone riduce di un terzo le morti per overdose – ha detto – ma c’è una parte dei pazienti in terapia che continua a essere dipendente dall’eroina. Ci sono elementi di indizio del fatto che l’eroina, per alcuni, non sia sostituibile con il metadone”.

Queste persone, insomma, hanno proprio bisogno dell’eroina, non dei suoi sostituti. E quella in pillole è non solo meno pericolosa, ma ha meno effetti collaterali. Perché quindi non avviare anche in Italia una sperimentazione di questo tipo? Gli esperti propongono quindi uno “studio pilota” della durata di due anni, che coinvolga mille persone divise in due gruppi: uno trattato con metadone e l’altro con eroina in pillole. “E’ un’opportunità terapeutica – ha detto Nencini – da non lasciare cadere, la posta in gioco è grande”. E non costerebbe neanche delle cifre enormi, visto che “la materia prima costa poco”. Anche il presidente della Cri, Barra, si è detto convinto dalla proposta, e ha dato “la disponibilità della Cri se le autorità competenti daranno l’ok alla sperimentazione”.

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