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Crocerossine, da cento anni

Da: “la Piazza” Roma 21 dicembre 2007

Ancora oggi i bambini dei villaggi del Mali corrono incontro ai volontari della Croce rossa gridando ‘tutti fratelli’. Erano le parole con cui soccorrevano i feriti di tutti gli schieramenti le donne di Costiglione delle Stiviere, che nel 1859, nel corso della battaglia di Solferino, costituirono un nucleo che può essere considerato l’antesignano del Corpo delle crocerossine, fondato nel 1908″. Con queste parole Massimo Barra, presidente della Croce rossa italiana, ha ricordato le origini del Corpo delle infermiere volontarie e lo spirito che lo anima, in occasione della, presentazione del calendario 2008, che ha avuto luogo a Roma il 12 dicembre scorso, presso la sede del Comitato centrale della Cri.

Presenti nel mondo ovunque ci sia bisogno, sono animate da quello che il ministro dello Difesa Arturo Parisi (sul calendario, in una foto del 1956, nella sua divisa di giovane cadetto) ho definito “la pietra miliare dell’etica interiore delle crocerossine, il motto ‘ama, conforta, lavora e salva’”. Missione che si pone anche in termini, di forte progettualità: “Sono appena tornato dai Caraibi – ha raccontato Barra -, dove ho promosso ‘Rome Consensus’, un documento con cui gli stati firmatari si impegnano ad adottare una politica umanitaria comune sulla tossicodipendenza, basata su riduzione del danno, terapia sostitutiva e prevenzione. 1 tossicodipendenti sono persone da curare e non criminali da emarginare. È quello che diremo alle Nazioni unite”.

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