Servizi

Afghanistan. C.R.I.-Mezzaluna: 4% della popolazione è dipendente da eroina

Da: “notiziario droghe” Roma 1 febbraio 2007

Un nuovo centro terapeutico antidroga è stato inaugurato a Kabul. Il ‘nawai zwand’ (nuovo inizio) è un progetto comune della Croce rossa italiana, della Mezzaluna rossa afghana e del Senlis council afghano. “Il centro sarà dedicato al problema delle tossicodipendenze che costituisce un fattore di rischio sostanziale per la diffusione dell’hiv/Aids nel Paese”.

Un rapporto delle Nazioni Unite stima in un milione il numero di tossicodipendenti in Afghanistan, quasi il 4% della popolazione totale. “Questa crescita – prosegue la nota – è in parte dovuta al flusso dei rifugiati che rientrano dai paesi confinanti, quali il Pakistan e l’Iran, dove le tossicodipendenze sono notevolmente cresciute negli ultimi anni”.

“La tossicodipendenza è un problema crescente in Afghanistan, spero che il centro contribuirà ad aiutare il paese ad affrontare questo problema sempre più pressante”, ha sottolineato Norine MacDonald, presidente e fondatrice del Senlis council. “Nella Comunità Terapeutica di Roma, Massimo Barra ha dimostrato che è possibile combattere un problema difficile come la tossicodipendenza con successo ed è questo modello che vogliamo adottare nel Centro terapeutico di Kabul”. Un gruppo di medici, di infermiere e di operatori sociali della Mezzaluna rossa afghana ha ricevuto una formazione specifica a Villa Maraini nel dicembre del 2006. “Un team della Cri si recherà prossimamente a Kabul per aiutare ad avviare il centro ed adattare la propria filosofia di intervento alla realtà ed ai bisogni locali”.
“In trent’anni di esperienza nell’aiutare i tossicodipendenti ho trovato che la comprensione e la compassione per le loro sofferenze sono gli unici strumenti efficaci per aiutarli ad affrontare la dipendenza” ha affermato Massimo Barra presidente della Cri. Troppo spesso lo stigma associato con la tossicodipendenza trattiene il tossicodipendente dal chiedere aiuto e dal richiamare l’attenzione di cui ha disperatamente bisogno. A Villa Maraini cerchiamo di capire le persone e cerchiamo di aiutarle ad affrontare le molte difficoltà che incontrano nella loro vita”.

“Lo scambio di siringhe è un veicolo sicuro di trasmissione del virus dell’Hiv’, ha aggiunto Barra. “C’è bisogno urgente di interventi terapeutici mirati per le tossicodipendenze in Afghanistan se vogliamo prevenire una pandemia da Hiv. La Croce rossa italiana e la Mezzaluna rossa hanno la vocazione e la responsabilità umanitaria di prendersi cura delle categorie più vulnerabili; l’Afghanistan è un paese molto vulnerabile e necessita di particolare attenzione”. Negli ultimi due anni i ricercatori del Senlis council hanno riscontrato livelli crescenti di uso di eroina a Kabul, Herat, Lashkar Gar (Helmand) e Kandahar. “Queste zone urbane, dove rientrano i rifugiati in cerca di lavoro, sono le zone a rischio per una prossima epidemia da Hiv in Afghanistan”, ha affermato Norine MacDonald.

“L’Hiv/Aids è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in Afghanistan”, ha sostenuto Fatima Gailani, presidente della Mezzaluna rossa afghana. “Se agiamo in fretta, possiamo fermare la crisi dell’Hiv/Aids prima che esploda in Afghanistan, se non agiamo, i risultati saranno catastrofici e dovremo affrontare un’epidemia di dimensioni spaventose”.

Alla Croce rossa italiana è stata espressa la gratitudine della Mezzaluna rossa afghana da parte del segretario generale, Abdul Kazimi, “per il ruolo giocato nell’apertura del Centro antidroga della Mezzaluna rossa Afghana. Barra ha visitato ieri il centro ortopedico del Cicr di Kabul, diretto da Alberto Cairo, cui ha manifestato il supporto della Cri per il 2007 ed ha incontrato il capo della delegazione del Cicr in Afghanistan”

,