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MO: Gaza; Barra, ostaggi salvati da autorità morale C.R.I.

Da: “ANSA” – Roma, 22 novembre 2006
Ripreso da: “Avvenire”; “il Giornale”; “Il Messaggero”; “Il Mattino”; “Secolo d’Italia”; “la Padania”; “Avanti!”; “QN”; “l’Unità” del 23 novembre 2006
NESSUN CONTATTO E ‘COMPETIZIONE’ CON SERVIZI PER LIBERAZIONE

A favore della liberazione dei due operatori umanitari della Croce Rossa Italiana a Gaza ha giocato molto “l’autorità morale” del movimento internazionale del Circ. Senza per questo, voler “togliere i meriti” a quanti hanno lavorato per la felice conclusione della vicenda, compresi i servizi segreti nei confronti dei quali la Croce Rossa non si sente in competizione, “né ha rapporti”.

Il giorno dopo il sequestro e la liberazione lampo, a Gaza, di Gian Marco Onorato e Claudio Moroni, il presidente della Cri Massimo Barra, parla ai giornalisti in un clima disteso e pieno di soddisfazione per l’esito del sequestro. Riferisce che i due italiani, che ha sentito questa mattina per telefono da Gaza (dove hanno incontrato il leader dell’Anp Abu Mazen dal quale hanno avuto le scuse per l’accaduto a nome del popolo palestinese), sono stati trattati bene dai sequestratori: “siamo stati rispettati. Un po’ di paura c’è stata nelle prime fasi del rapimento”.

Ostaggi per otto ore di una banda di cui ancora non si conosce l’identità, Onorato e Moroni si “sentono sereni ed anche un po’ lusingati” per essere stati al centro di una vicenda che ha messo i fari su Gaza dove la situazione, per via del conflitto, si sta sempre più “deteriorando”. Barra lancia quindi un appello perché siano rispettate le convenzioni di Ginevra: “la tortura non è accettabile, nessuna circostanza più giustificarla. C’è un grido di dolore tutte le volte che vengono violate le convenzioni perché violenza chiama violenza”.

Nel merito del sequestro, Barra sostiene che i rapitori devono “essersi resi conto di aver sbagliato bersaglio. Che sarebbe stato masochista continuare e che, visti i rapporti fra la Croce Rossa e l’Anp, l’azione non avrebbe pagato”. L’ “autorità morale” della Croce Rossa ha giocato quindi un ruolo importante “senza però togliere il merito ad altri, senza fare gare di bravura con nessuno”.

Sui servizi segreti, Barra tiene a precisare: “non so quale ruolo abbiano giocato. I servizi segreti sono segreti per definizione e la Croce Rossa non ha alcun rapporto”, né è con loro in competizione. “Abbiamo avuto contatti con la Farnesina – prosegue – che ringrazio. La dottoressa Belloni è stata magnifica e il ministro D’Alema è stato solidale con noi e ci ha dato coraggio. Noi siamo un corpo ausiliario dello stato. A parte ciò, noi facciamo riferimento e ci muoviamo solo nell’ambito del movimento della Croce Rossa”.

E’ stato pagato un riscatto per la liberazione degli italiani? “Io non ho tirato fuori una lira – risponde Barra – anche perché la situazione economica della Cri non lo avrebbe consentito”. Intanto, Barra smentisce le voci circolate secondo le quali il Cicr starebbe ritirandosi da Gaza: “Non è vero, continua le sua attività”.

MO: GAZA; BARRA, ABU MAZEN HA CHIESTO SCUSA A ITALIANI
I DUE EX OSTAGGI RESTANO IN PALESTINA

Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen “ha chiesto scusa” di quanto avvenuto ieri a Gian Marco Onorato e Claudio Moroni, i due delegati della Cri rapiti a Gaza. Lo ha riferito il presidente della Cri Massimo Barra, ricordando che questa mattina Abu Mazen ha incontrato i due operatori umanitari. “Ha chiesto loro scusa – ha detto Barra riferendo i contenuti della telefonata avuta poco fa con i due delegati – a nome del popolo palestinese riaffermando così l’amicizia e la stima sia verso la Croce Rossa sia verso il governo italiano”. “Onorato e Moroni – ha aggiunto – si sono sentiti orgogliosi di queste scuse tanto è vero che hanno deciso di rimanere in Palestina. Non ci pensano proprio ad interrompere la loro attività sul luogo”. Ora i due ex ostaggi rientreranno da Gaza a Gerusalemme dove resteranno per continuare le attività. “Ci sembrerà un paradiso terrestre rispetto a Gaza’” ha detto Onorato al suo presidente.

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