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La Croce Rossa: vogliamo vedere Maria

Da: “Il Messaggero” Genova 2 ottobre 2006
La Corte d’Appello: legittimo il ricorso dei ”genitori”. I coniugi Gusto: «Un tradimento»
Barra: «Pressioni sul governo della Bielorussia»

Cogoleto non si arrende. Rivuole Maria, oltre le decisioni dei Tribunali e al di là della ragion di Stato. Attilio Zanetti. il sindaco di sinistra, e Don Danilo Grillo, il parroco del Paese, stanno preparando un viaggio in Bielorussia. Ammesso che riescano a ottenere il visto, vogliono andare a controllare con i loro occhi che fine abbia fatto Maria. E non sono i soli. Ieri anche Massimo Barra, il presidente della Croce Rossa Italiana, ha chiesto alle autorità di Minsk di accogliere una delegazione. «Abbiamo a cuore la sorte ed il futuro della bambina – ha detto Barra – e siamo pronti ad intraprendere ulteriori passi, esercitando pressioni sul governo bielorusso e su quello italiano esaltando il principio di umanità che intendiamo in questi casi anteporre anche alle sovranità nazionali».

Ma se questa è la faccia solidale di questa vicenda, c’è ne un’altra, quella giudiziaria, che per ora non lascia spazio a un ritorno della bambina in Italia. La corte d’Appello di Genova, ha infatti rigettato il ricorso di Alessandro e Maria Chiara Giusto. I giudici, hanno riconosciuto la possibilità che i due possano «collaborare, nell’interesse della bambina», ma nelle sentenza notificata sabato mattina hanno sottolineato come la coppia non abbia «sotto il profilo tecnico-giuridico, alcuna veste per impugnare il provvedimento». Una vittoria per l’avvocato Diego Perugini, legale dell’ambasciata Bielorussa che però smentisce qualsiasi ipotesi di accordo segreto per far tornare Maria in Italia. E così, l’ultima speranza è nelle mani del Comune di Cogoleto che in queste ore, mentre i cittadini scendono in piazza, sta preparando un ricorso d’urgenza al Tribunale dei Minori. Un ultimo appiglio, insieme all’appello lanciato alla corte dei diritti dell’Aja, per cambiare la rotta del destino di Maria.

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