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Hiroshima: la tragedia nucleare ricordata al Pantheon a Roma

Da: “ANSA” – Roma, 5 agosto 2006
PRESENTE MINISTRO RUTELLI E VICESINDACO GARAVAGLIA

Un fossile di un milione di anni, simbolo del rispetto della vita sul pianeta: è questo l’oggetto che il Comitato ‘Terra e pace’ ha scelto, per l’11/mo anno consecutivo, per ricordare la tragedia di Hiroshima quando il 6 agosto sulla città giapponese fu lanciata la bomba atomica che causò la morte di 250mila persone. Un evento tragico, che stamani la città di Roma ha voluto commemorare in piazza della Rotonda con l’iniziativa organizzata da ‘Terra e pace’. Davanti al Pantheon, la banda dell’arma dei carabinieri e quella nazionale di vigili del fuoco, hanno accolto i rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni internazionali che si sono riuniti nella capitale per dire “mai più Hiroshima” nel 61/mo anniversario di quel dramma. Hanno suonato l’inno giapponese seguito dall’inno di Mameli di fronte alle crocerossine e ai volontari della Cri che h anno gremito la splendida piazza.

Ed è stato proprio alla Croce Rossa Italiana, che quest’anno il presidente di ‘Terra e pace’, Athos De Luca, ha voluto donare per “l’impegno per la pace, la solidarietà e l’aiuto alle popolazioni colpite dai conflitti e dalle calamità naturali. Soprattutto quest’anno – ha spiegato De Luca – nella drammatica situazione che vive il mondo tra terrorismo e minacce di armo nucleare, abbiamo voluto ricordare l’anniversario di Hiroshima perché nessuno , e soprattutto tra i giovani, dimentichi le tragiche conseguenze per l’umanità quando il dialogo e la politica falliscono e si intraprende la via delle armi”. Un omaggio ricevuto dal presidente della Cri, Massimo Barra, il quale ha voluto lanciare un messaggio in ricordo a tutte le vittime di ogni conflitto.

“Dobbiamo attualizzare il ricordo – ha sottolineato Barra – Non ci possiamo rassegnare affinché le convenzioni di Ginevra vengano considerate carta straccia. Nella Croce Rossa ci sono uomini e donne, giovani e meno giovani, impegnati ogni giorno con i più emarginati e in loro sostegno”. Un messaggio che ha toccato anche l’attuale crisi in Medio Oriente e il conflitto in Libano, ricordato più volte nei vari interventi che si sono susseguiti davanti il colonnato del Pantheon. Alla cerimonia commemorativa ha preso parte anche il vicepremier e ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, che ha mandato un messaggio di apprezzamento in particolare alla Croce Rossa. “Il tema più delicato – ha aggiunto Rutelli – è la trasformazione dei conflitti. Oggi il terrorismo spazza via ogni distinzione tra civili e quelli considerati ‘nemici’.

Le guerre travolgono tutti e ognuno di noi ha il dovere di ricordare perché soltanto la memoria del passato ci insegna a comprendere. La saggezza nasce dall’esperienza e dalla determinazione delle persone affinché l’uomo non incorra più negli errori del passato e non li ripeta. “Il 6 agosto del 1945 – ha ricordato alla folla del Pantheon il ministro consigliere dell’ambasciata giapponese in Italia Keizo Takewaka – Hiroshima fu sottoposta per la prima volta nella storia umana, alla bomba atomica. Dopo tre giorni, un altra bomba fu sganciata su Nagasaki. Dopo 61 anni dalla tragedia ancora molte vite continuano a lottare contro gli effetti devastanti della bomba. Il Giappone da allora è stato animato dall’intento che una cosa del genere non si debba più ripetere”. E il rappresentante dell’ambasciata giapponese ha poi fatto riferimento alla “abolizione totale delle armi nucleari per raggiungere la realizzazione della pace”. Un discorso legato alla non proliferazione delle armi nucleari che è stato ripreso anche dalla vicesindaco di Roma Maria Pia Garavaglia: “Sono qui – ha detto – in rappresentanza di tutta la città di Roma e penso in questa giornata a tutti coloro che sono morti nel secondo conflitto mondiale, ma anche a tutti quei civili che ancora oggi continuano a morire nelle guerre”.

Maria Pia Garavaglia, che è stata commissario della Croce Rossa Italiana, si è quindi rivolta direttamente alle crocerossine e ai volontari ricordando il loro lavoro e soprattutto sottolineando il simbolo della Croce Rossa e quello che ha rappresentato e che deve ancora rappresentare facendo anche riferimento all’attuale conflitto in Libano. Insieme al rappresentante capitolino, anche l’assessore della Provincia di Roma alla cultura Vincenzo Vita e il direttore generale dell’Unicef Roberto Salvan. Commozione e memoria si sono fusi insieme questa mattina, non soltanto nelle parole dei presenti, ma anche nell’esibizione di un giovane allievo della scuola di danza del Teatro dell’Opera, che davanti agli occhi della direttrice del corpo di ballo, Carla Fracci, presente stamani al Pantheon, ha ballato un brano tratto dalla Morte del Cigno.

Una commozione scandita, alla fine, dai rintocchi di una grande campana, sistemata nella piazza, come quella di Hiroshima e, dal minuto di silenzio in onore delle vittime della tragedia nucleare e del terrorismo.

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