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Hezbollah e Israele massacrano i civili

Da: “Famiglia Cristiana” Anno LXXVI N. 32 – 6 agosto 2006
LA CROCE ROSSA DENUNCIA: «VIOLATE LE CONVENZIONI DI GINEVRA».
Le foto di corpi straziati oppure “mummificati” hanno fatto sorgere il sospetto che si stanno usando armi proibite.

Non ti addormentare, mamma, ti prego; guardami, non morire». Le invocazioni del dodicenne Ali Shaita, i vestiti lordi di sangue, e il suo pianto disperato, documentato dalle fotografie che lo ritraggono accanto alla madre gravemente ferita da un bombardamento israeliano, sono diventati il simbolo della strage di civili, insieme alle tragiche immagini di Cana, in Libano. La famiglia Shaita stava scappando da Tiro. Il minibus su cui viaggiava è stato centrato da un missile che ha causato tre morti e sedici feriti.

«Il numero elevato di morti e l’estensione delle distruzioni di infrastrutture pubbliche essenziali pongono questioni serie relativamente al rispetto del principio di proporzione nella condotta delle ostilità», ha dichiarato Pierre Kraehenbuehl, direttore delle operazioni del Comitato internazionale della Croce rossa, che ha sede a Ginevra e che è chiamato a vigilare sull’applicazione delle quattro Convenzioni (del 1949) e dei due Protocolli aggiuntivi (del 1977) che tentano di arginare, con norme condivise, la crudeltà della guerra.

«In Libano vengono violate le Convenzioni di Ginevra, in particolare la quarta, quella cioè che tutela la popolazione», ha precisato Massimo Barra, presidente della Croce rossa italiana. «Probabilmente, viene violata anche la terza Convenzione, quella sui prigionieri, ma quella contro la popolazione è certamente una violazione clamorosa. Noi non ci possiamo rassegnare a tornare indietro nel campo del Diritto umanitario, dobbiamo ribadire con forza questi principi contro chi ignora, consapevolmente o inconsapevolmente, le Convenzioni. O contro chi ritiene che in caso di terrorismo le convenzioni non vadano applicate».

Le milizie Hezbollah sono accusate di lanciare razzi contro la popolazione inerme della Galilea, nel Nord di Israele, e di farsi scudo con i civili nel Sud del Libano: in molte case, trasformate in magazzini bellici, sono state sequestrate ingenti quantità di armi. Ed è stato accertato che diversi tunnel usati dai miliziani sciiti cominciavano e terminavano in abitazioni private.
Bombe vietate contro i civili.

L’esercito, l’aviazione e la marina dello Stato di Israele sono dal canto loro sotto accusa per l’uso sproporzionato della forza a danno dei civili. Le foto di corpi orribilmente straziati oppure “mummificati” hanno fatto sorgere il sospetto che Israele abbia usato e usi armi proibite dalle Convenzioni internazionali, come – ad esempio – le bombe al fosforo. Human Rights Watch ha denunciato l’uso di cluster bombs da parte dell’artiglieria israeliana, documentando quanto è avvenuto nel cannoneggiamento del villaggio libanese di Blida, il 19 luglio, dove è stato ucciso un civile e sono state ferite altre 12 persone inermi, tra cui 7 bambini. «Riteniamo che le cluster bombs siano armi indiscriminate, che violano il diritto umanitario internazionale, perché l’ampio raggio di dispersione delle sub-munizioni rende impossibile evitare vittime civili quando vengono utilizzate nei centri abitati», commenta Annalisa Formiconi, presidente della Campagna italiana contro le mine.

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