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Finanziaria: enti pubblici; C.R.I., si dica che noi non c’entriamo

Da: “ANSA” – Roma, 3 ottobre 2006
BARRA SOPPRESSIONE VERTICI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI

Croce Rossa Italiana sul piede di guerra. Una norma contenuta nella finanziaria, che sopprime i vertici degli enti pubblici non economici, potrebbe riguardare l’associazione di volontariato. Ma il presidente, Massimo Barra, dice: “mi rifiuto di credere che si possa applicare anche a noi. L’Italia farebbe una figura meschina a livello internazionale”. Barra ha già inviato in merito una lettera al premier Romano Prodi. “Spero di avere presto una assicurazione”, dice. L’articolo in questione è il numero 42 e recita: “La presidenza e il cda degli enti pubblici non economici nazionali sono soppressi.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge sono presentate ai ministeri vigilanti le modifiche statutarie e dei regolamenti di organizzazione di ciascun ente che prevedano che le competenze del presidente e del cda sono attribuite, rispettivamente, al direttore generale e ad un comitato di gestione composto dai dirigenti di livello apicale dello stesso ente. (…)”. Se non viene presentato il nuovo statuto, l’ente viene commissariato. La norma non viene applicata, fra l’altro, all’Istat, alle università, all’Inail e agli enti che svolgono “attività di promozione all’estero”. “Mi rifiuto di credere – dice con fermezza Massimo Barra, presidente della Cri – che queste frasi scritte in modo così criptico riguardino anche noi. Se così fosse il governo italiano si esporrebbe ad una figura meschina a livello internazionale soprattutto perché mostrerebbe di ignorare gli accordi internazionali siglati, peraltro vincolanti, ed uscirebbe dalla logica del movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa”.

Fra l’altro, nel caso della Cri – da considerare un ente che svolge attività di promozione all’estero – si verificherebbe un effetto paradosso: “se l’obiettivo della norma è volto al contenimento delle spese per noi l’effetto sarebbe contrario. Infatti il risparmio non ci sarebbe in quanto il cda della Cri, presidente compreso, sono volontari mentre il direttore generale a cui andrebbe la gestione dell’organizzazione è retribuito”.

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