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Emergenze: la Croce Rossa italiana non sarà più “cenerentola”

Da: “il Velino cooperazione” Anno IX – n. 27 del 12.07.2006

La Farnesina e la Croce Rossa Italiana daranno vita a un tavolo tecnico per valutare nuovi interventi umanitari in zone del mondo che vivono in stato di emergenza. Questo è il frutto di un incontro tra il ministro degli Esteri Massimo D’Alema e il presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra che si è svolto lo scorso 6 luglio al Mae. La notizia deve essere letta però anche sotto un’altra ottica. La Croce Rossa Italiana vuole tornare al suo ruolo di supporto ausiliario del governo, magari dove i paesi hanno difficoltà ad avventurarsi, come potrebbero essere le zone di emergenza. La “missione” che Barra vuole promuovere, dunque, è quella del ritorno della Cri alla propria funzione istituzionale e allontanandola dall’immagine di “cenerentola” che ha assunto negli ultimi anni.

“Come io ho sempre detto ai ministri che ho incontrato – dichiara al VELINO il presidente della Cri -, negli anni la burocrazia romana ha identificato nella Croce Rossa Italiana il Comitato centrale dell’organizzazione. Questa è una visione limitata e limitativa. Esistono altre due realtà molto più importanti che sfuggono ai più. La realtà locale, che fa essere la Croce Rossa il più grande network italiano di volontariato e la dimensione internazionale”. Qui si individua la mini rivoluzione della Cri: rientrare a pieno titolo negli organismi della Croce Rossa Internazionale. “È solo interagendo con le altre consorelle (Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa), e quindi con gli organismi di coordinamento di Ginevra, che noi possiamo mobilitare lo Human power. Altrimenti saremmo una ‘parrocchietta’.

Se ci priviamo di questa dimensione internazionale il movimento perde il proprio potere. Quindi Ginevra è il nostro punto di forza, non di debolezza. Molte volte in passato la Croce Rossa Internazionale è stata considerata come un controllore. Come un’entità che minava la sovranità dell’organizzazione italiana. Questo è un atteggiamento sbagliato che deriva dall’ignoranza. Lo ribadisco: Ginevra è il nostro punto di forza”. Oltre alla volontà del suo presidente, però, la Croce Rossa Italiana ha la necessità di rimuovere alcuni “blocchi” statutari che attualmente non permettono il ritorno, a tutti gli effetti, nella grande famiglia ginevrina. Tornando all’incontro della Farnesina, D’Alema ha manifestato l’interesse che la Cri torni a occuparsi di quelle emergenze “dimenticate” come il Darfur, il Kurdistan, l’Afghanistan e la Palestina.

In questo paese la Croce Rossa già gestisce tre centri psicosociali e si è resa disponibile a realizzare altre attività emergenziali se ci saranno le condizioni. Quelle condizioni che per Barra sono necessarie. “Il limite tra coraggio e temerarietà è cangiante”.

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