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Droga: si riorganizza il fronte proibizionista

Da: “ANSA” Roma 14 novembre 2006
AL VIA COORDINAMENTO NAZIONALE ‘LIBERI DALLA DROGA’

La questione delle dipendenze torna a mobilitare e dividere gli schieramenti politici e gli operatori del settore, e se maggioranza e governo lavorano per mettere mano alla legge Fini-Giovanardi e intanto modificano per decreto le tabelle, sul fronte opposto ci si organizza per contrastare quello che viene definito ”il tentativo di liberalizzare l’uso delle droghe”. Alcuni dei professionisti e degli operatori del settore che hanno partecipato alla Conferenza nazionale sulla droga, organizzata dal governo Berlusconi nel dicembre 2005 a Palermo, hanno deciso di creare un Coordinamento nazionale, che si chiamerà ”Liberi dalla droga” e che si mobiliterà in tutta Italia, insieme con l’associazionismo giovanile, quello dei genitori e degli educatori, per ”contrastare sia scelte politiche che favoriscano il diffondersi delle droghe che il tentativo di liberalizzare l’uso delle stesse”. A renderlo noto è Andrea Fantoma, ex dirigente del Dipartimento antidroga nella scorsa legislatura e tra i promotori della legge 40.

Il coordinamento, spiega, si riunirà nei prossimi giorni per decidere ulteriori iniziative di ”corretta informazione e sensibilizzazione” rivolte sia ai cittadini che ai politici. Inoltre, a un anno dalla Conferenza di Palermo, è stato organizzato un appuntamento nazionale per fine gennaio 2007, nel quale verranno affrontate e dibattute le strategie “per una efficace azione di contrasto al diffondersi delle droghe”. L’annuncio delle iniziative giunge nel momento in cui da tutto il centrodestra e da alcuni operatori si levano alte le proteste contro la decisione del ministro della salute di raddoppiare per decreto la quantità massima di cannabis detenibile per uso personale. Oltre a numerosi parlamentari, anche Andrea Muccioli, il leader della comunità di San Patrignano che insieme a don Pierino Gelmini aveva infiammato la platea della Conferenza palermitana, torna oggi sulla vicenda cannabis.

“Penso e spero – dice ai microfoni di Sky Tg24 – di essere un po’ più coerente del ministro Turco, che a suo figlio non farebbe fare una canna ma a tanti altri li mette in condizione di utilizzare con molta più facilità e meno consapevolezza le canne e, spero, in futuro non qualcosa di,peggio”. Secondo Muccioli “già la Fini-Giovanardi è una legge scellerata e poco sensata che non consente di stabilire un confine chiaro tra spaccio e consumo”, ma ora, con il raddoppio della quantità di cannabis detenibile, “si peggiora una situazione già grave e negativa”. Di diverso tenore il commento del presidente della Croce Rossa, Massimo Barra: “ben venga il decreto Turco se aiuta a far sì che i tossici non vadano in galera – afferma – ma mi sembra che affronti problemi tecnico-numerici che possono interessare ragionieri, farmacologi o forse qualche giudice”. Nel mercato ‘al dettaglio’, avverte, non cambia niente: “i consumatori di hashish, per esempio, non possono sapere quale sia la concentrazione di thc nella droga che acquistano nel mercato nero…”.

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