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Stupefacenti: ONU; Presidente C.R.I., politiche più umanitarie

Da: “ANSA” Vienna, martedì 14 marzo 2006
ERRORE CARCERE PER DROGATI. DISCRIMINAZIONE UCCIDE PIU’ DI DROGA

Il presidente della Croce Rossa italiana Massimo Barra è intervenuto oggi alla 49/a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sugli stupefacenti a Vienna portando un messaggio forte: “parlare a nome delle persone vulnerabili fra cui i tossicomani” e sollecitare la comunità internazionale a orientare la politica sulla droga in una direzione più umanitaria. “Siamo qui per ricordare al mondo che la cattivera umana, la stigmatizzazione e la discriminazione dei tossicomani uccidono più della droga”. L’appello agli Stati è quello di “avere più rispetto dei tossicomani”. La Croce Rossa intende parlare a nome loro della necessità di una politica degli stupefacenti “in senso più umanitario di quanto non sia ora”.

Oggi è “insoddisfacente”, ha sottolineato. In proposito, Barra ha presentato in particolare due documenti, uno dei quali intitolato ‘Diffondere la luce della scienza’, che si richiama alla riunione di Parigi del 1919 in cui fu fondata la Lega delle Società della Croce Rossa internazionali e varò un documento universale. Il documento è stato chiamato così per significare l’appoggio alle “politiche di riduzione del danno”. Il secondo documento presentato è intitolato ‘Il consenso di Roma per una politica sulla droga umanitaria’ ed è il testo firmato nel dicembre scorso a Roma dai leader delle società di Croce Rossa di venti paesi dell’est Europa e dell’Asia centrale in favore di una politica della droga più umanitaria. I paesi firmatari sono particolarmente colpiti dal fenomeno di una crescente diffusione della droga e dal virus dell’Hiv contratto per assunzione intravenosa. Questi paesi si sono impegnati “ad agire e a domandare ai governi un approccio umanitario della politica sulla droga”.

I consumatori di droga “sono fra le persone più vulnerabili della società ed è nostro dovere aiutarli”: quale collegamento fra le comunità e i governi, la Croce Rossa ha il “dovere unico di colmare il gap fra le misure per la salute pubblica e l’uso della droga”. “Stigmatizzare uccide”, ha detto Barra in dichiarazioni all’Ansa definendo anche un “errore” la prigione per i drogati. “Siamo un movimento indipendente – ha sottolienato – che opera per conto delle vittime, non entriamo nelle controversie” nazionali. La fama della Croce Rossa “ci consente di essere avvocati su terreno sicuro supportato da credibilità”. Quanto alla nuova legge italiana, Barra ha osservato che “se questa legge porterà a una diminuizione delle presenze in carcere sarà un bene, se no un male”.

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