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Si alza di tono la protesta dei precari Croce Rossa

Da: “Apcom” Roma, 8 giugno 2006
Barra: “Non mi spaventano i cori da stadio, anzi”.

‘Soluzione definitiva per circa 2.500 precari’. Questo lo slogan inneggiato questa mattina alla sede centrale della Croce Rossa Italiana, da un gruppo di lavoratori della Cri. Tra bandiere, manifesti, urla e volantini contro il presidente, i lavoratori rivendicano ciò che è stato loro più volte promesso. E cioè l’essere riconosciuti, a tutti gli effetti, come ente pubblico. Con tutto ciò che ne compete dal punto di vista contrattuale. “Chiediamo al governo – dicono i manifestanti – di intervenire immediatamente con l’incontro promesso dal ministro della Salute. Ci sono 2.500 persone che lavorano tutti i giorni sul territorio, sulle ambulanze, per le strade.

Questa è una lotta che ormai si protrae da mesi”. Il presidente della Cri, Massimo Barra, risponde che “questa sommossa nasce da impegni presi dalla precedente amministrazione che non possono essere onorati perché basati su conti sbagliati. Ora – spiega Barra – non si può chiedere di compiere gesti illegali, io non posso fare altro che ricordare il rispetto della legge. Bisogna inoltre considerare che in questi mesi c’è stato un cambio del governo e che questo ha complicato un po’ le cose”. Il presidente della Cri, spiega inoltre di aver scritto una lettera per esporre i fatti al premier Romano Prodi, al ministro della Salute e a quello della Difesa.

“Non ho nelle mie mani – conclude Barra – la soluzione. Quello che io auspico è una grande riforma che faccia ritornare la Croce Rossa italiana ad essere una componente del movimento internazionale e non una pecora nera o una pecorella smarrita. Comunque io continuerò a combattere, di certo non mi spaventano i cori da stadio, anzi”. Intanto i manifestanti sono pronti a scendere in piazza: domani infatti i lavoratori della Croce Rossa italiana manifesteranno a palazzo Montecitorio a partire dalla mattinata.

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