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La Cri si candida a “gestire” le carceri

Da “L’Avvenire” del 16 febbraio 2006

Spazi ristretti, sovraffollamento, diritti sanitari non adeguatamente rispettati: la pena per i detenuti italiani ha una dose di disumanità che – secondo gli addetti ai lavori – non ha a che vedere con lo stato di diritto. Di fronte all’emergenza carceri, la Croce Rossa Italiana lancia una proposta: è disponibile a trasformare in istituti di pena, edifici abbandonati (del demanio o mettendone a disposizione fra quelli di proprietà della stessa Cri) assicurandone la gestione, chiavi in mano, con tanto di militari, personale civile e volontari. Il tutto, nel rispetto della persona e dei diritti umani. A sostenere il progetto è lo stesso presidente Massimo Barra.

Del progetto parla all’Ansa il presidente, Massimo Barra, che si dice pronto a predisporre, anche a breve qualora ci fosse un interesse delle istituzioni, un progetto di fattibilità. L’ipotesi prevede la gestione, chiavi in mano, di strutture inutilizzate da destinare a carceri a carico e responsabilità della Cri, che metterebbe a disposizione anche il personale; la Cri ha fra le sue componenti anche i militari. Sarebbe un progetto-pilota con l’obiettivo primario di sperimentare un nuovo approccio di convivenza nelle carceri.

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