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La C.R.I.: il nostro impegno per Tommy

Da: “Gazzetta di Parma” del 13 marzo 2006
INCONTRO: Il presidente nazionale della Croce rossa in visita in via Riva

E’ un appoggio «incondizionato», quello della Cri nazionale alla Croce rossa di Parma, per la disponibilità offerta nel ritrovamento di Tommaso. Disponibilità che deve però rimanere «neutrale, al di sopra delle parti». L’ha sottolineato ieri pomeriggio il presidente nazionale Massimo Barra, in visita alla sede di via Riva. «Il nostro ruolo non è solo operativo, ma anche di tutela delle persone più bisognose – ha ribadito Barra -. Abbiamo anche un compito morale e per questo siamo solidali con i volontari di Parma, che in questo momento così difficile per la città hanno voluto offrire il loro contributo.

La nostra speranza è che questa vicenda possa risolversi positivamente». Parla al plurale, Massimo Barra. Come a sottolineare la compattezza, l’unità della Croce rossa di fronte alla sua missione: quella di tutelare tutti i bisognosi: italiani, stranieri, adulti e bambini come Tommaso. Nessun accenno al padre indagato. «Siamo garantisti – ha spiegato il presidente nazionale -, nessuno deve essere condannato se non nelle forme previste dai codici». L’attenzione della Cri è rivolta solo ed esclusivamente a Tommaso. «La nostra è un’associazione che si occupa dei più deboli -hanno detto Renato Zurla, presidente del comitato regionale e Giuseppe Zammarchi, in rappresentanza di quello provinciale – e quindi se il bambino ha bisogno di aiuto siamo pronti ad aiutarlo, indipendentemente da quello che sarà o dalle responsabilità di qualcun altro.

Il concetto di neutralità per noi è fondamentale». Idea ribadita anche da Gaia Lauria, responsabile della comunicazione della Cri. «Per noi non cambia nulla – dice -, nostro compito è tutelare la salute e il benessere del piccolo, contribuendo se possibile, alla liberazione». L’appoggio della Cri nazionale c’è tutto. E Barra l’ha ripetuto ieri, rimarcando come le 1500 sedi in Italia siano solidali con l’iniziativa di Parma. Sulla cooperazione fra le sedi si concentrano anche i progetti futuri. «Stiamo cercando di portare avanti molte idee che coinvolgono diverse realtà locali – ha detto Zurla -, ad esempio per il trasporto infermi.

Lavoreremo anche con la protezione civile, che è il cuore di tante attività socio-assistenziali e punteremo sul tema della formazione, anche con corsi aziendali sulla sicurezza». Un’apertura a 360 gradi, quella della Cri. «Vogliamo entrare sempre più anche nelle scuole – spiega Giuseppe Zammarchi -, anche per cercare volontari, che non bastano mai».

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