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Iraq: Presidente C.R.I., via da Paese quando parte esercito

Da: “ANSA” di lunedì 6 febbraio 2006

“Nel momento in cui il contingente di pace italiano lascerà l’Iraq, anche gli operatori della Croce rossa lasceranno Nassirya; da tempo le strutture a Baghdad sono sotto la diretta gestione della elegazione irachena della Mezzaluna rossa”. Lo ha detto stasera a Padova l’alto commissario della Croce rossa, Massimo Barra, sottolineando che “la missione in Iraq ha portato dei risultati più che soddisfacenti in termini di crescita dei rapporti tra operatori italiani e colleghi degli altri paesi”. “Vorremmo – ha aggiunto – essere più operativi all’estero: noi abbiamo impegnato fino ad adesso una piccola frazione del nostro budget internazionale. Abbiamo delle conoscenze operative e delle esperienze specifiche che potrebbero essere ben applicate ad esempio nella zona del Mediterraneo in collaborazione con le società locali della Mezzaluna rossa”.

Sulle affermazioni attribuite al presidente di Emergency, Gino Strada, che avrebbe accusato la Croce Rossa di eccessiva vicinanza al governo, Barra ha sottolineato che “su questo punto va fatta chiarezza: la Croce rossa, in Italia come in tutto il resto del mondo non è una ong, tanto che svolge anche funzione di supporto alle forze armate impegnate in missione di pace all’estero. Questo non vuol dire che è un braccio operativo dl governo, anche se da statuto, i governi nazionali hanno voce in capitolo nella gestione delle istituzioni locali e transnazionali”. “In Italia – ha concluso – credo che un rapporto più improntato all’equilibrio tra dirigenza della Croce rossa e potere politico sia importante per una corretta attività della Croce rossa e per la salvaguardia del suo buon nome”.

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