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Iraq: Nuova Babilonia; Barra, C.R.I. ci sarà ma in modo diverso

Da: “ANSA” – Nassiriya, 7 aprile 2006

La Croce Rossa italiana, che fin dal primo momento ha affiancato a Nassiriya i soldati italiani, “darà il suo contributo” anche a Nuova Babilonia, la missione a carattere prettamente civile che a fine anno dovrebbe subentrare a quella militare in Iraq. Ma lo farà “in modo diverso”, spiega il presidente della Cri Massimo Barra, che oggi conclude una visita di tre giorni al personale della Croce Rossa inserito nel contingente italiano. In particolare, dice Barra all’Ansa, a causa del differente carattere della nuova missione sarà “indispensabile” un accordo con la Mezzaluna rossa, che in Iraq “è sovrana”. Inoltre, cambierà la configurazione del contingente della Cri, facendo subentrare in gran parte i delegati per lo sviluppo internazionale agli attuali uomini del Corpo militare e alle infermiere volontarie.

Dalla sua tre-giorni di Nassiriya Barra ha avuto “la conferma del lavoro straordinario fatto dalla Croce rossa italiana. Dal 2003 si sono alternati più di mille uomini e donne, che si sono perfettamente integrati con il personale della sanità militare. Si lavora fianco a fianco, ma tenendo sempre presente che per noi l’essere militare non è un fine, ma il mezzo per allargare l’azione a tutte le persone vulnerabili, anche durante una guerra”. “Questo significa essere ausiliari delle forze armate”, spiega Barra. Un ruolo ausiliario che “non fa venir meno ovviamente l’indipendenza e che certo non distoglie il personale da quel principio di umanità che è alla base di tutti i nostri interventi. Il ‘potere dell’umanità’, lo chiamiamo noi. Significa che per la Croce rossa la priorità resterà sempre l’assistenza umanitaria in tutti i suoi aspetti e la tutela dei diritti dell’uomo, che sono indivisibili e non negoziabili”. A Nassiriya sono impegnati attualmente 60 uomini del corpo militare della Cri e una decina di crocerossine, le infermiere volontarie, che contribuiscono soprattutto (ma non solo) alla gestione dell’ospedale da campo italiano. Una presenza costante nel corso delle tante missioni che si sono avvicendate e che “non si ridurrà – assicura il presidente della Croce Rossa italiana – con il previsto ridimensionamento del contingente”.

Come ha affermato lo stesso ministro Martino, infatti, i militari italiani diminuiranno a giugno dagli attuali 2.600 a 1.600 e la missione chiuderà i battenti alla fine dell’anno per lasciare il campo a quella ‘civile’. Ma fino ad allora il contingente della Cri resterà sostanzialmente invariato, “perché – dice Barra – le esigenze della sanità restano e non si può scendere al di sotto di certi numeri se vogliamo garantire un’assistenza adeguata”. La presenza della Cri a Nassiriya cambierà però radicalmente con l’avvento del Team di ricostruzione civile che subentrerà alla missione con le stellette. “La Croce rossa italiana – afferma il presidente – vuole continuare a dare il suo apporto, ma in questo caso riteniamo che sia indispensabile il coinvolgimento della Mezzaluna rossa irachena. Tra la missione italiana attuale e quella futura, infatti, la differenza è abissale: oggi è in corso un’azione militare e noi siamo presenti come ausiliari delle truppe italiane intervenute in un territorio straniero; domani saremo invece chiamati a svolgere un’azione civile di sviluppo e cooperazione che non può prescindere da un accordo con la Mezzaluna rossa irachena, che è sovrana nel suo Paese”.

Ma i rapporti con la Mezzaluna “sono ottimi – assicura Barra – e siamo convinti che la presenza della Croce rossa italiana continuerà ad essere utile ed efficace”. Ma fino a quando? ”Resteremo finché sarà necessario, fino a quando avranno bisogno di noi”, risponde Barra. “Il modello da seguire è quello dell’ospedale di Baghdad: ci siamo fatti da parte, pur continuando a garantire un finanziamento, quando i medici iracheni sono stati in grado di gestirlo da soli”. Ma con l’inizio di Nuova Babilonia cambierà anche il tipo di ‘prestazione’ richiesto alla Cri: agli uomini del Corpo militare e alle crocerossine subentrerà una nuova figura di professionista, lo specialista nei soccorsi e nello sviluppo internazionale.

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