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Iraq: cure in Italia per Alì, 3 anni, malato di leucemia

Da: “ANSA” – Roma, 20 aprile 2006
TRASFERIMENTO GRAZIE A INTERESSAMENTO CRI E SOLDATI ITALIANI

La sorte di Alì, 3 anni, gravemente malato di leucemia, era segnata: senza cure appropriate, impossibili da ottenere in Iraq, sarebbe morto “forse in un mese”. Da qui la mobilitazione del comando di Antica Babilonia e della Croce rossa italiana. “Alla fine ce l’abbiamo fatta. Domani lo portiamo in Italia”, dice Massimo Barra, presidente della Cri, che si è occupato in prima persona del caso, durante la sua recente visita a Nassiriya. Alì Hussein, dunque, arriverà domani a Catania a bordo di un velivolo dell’Aeronautica militare. Verrà ricoverato nel policlinico della città siciliana, presso la divisione di pediatria, ematologia e oncologia, dove verrà adeguatamente assistito.

Il caso del piccolo Alì, venuto alla ribalta un paio di settimane fa, aveva suscitato grande emozione. Il bambino aveva i giorni contati e per salvargli la vita era cominciata una vera e propria corsa contro il tempo. Gli ufficiali del contingente italiano che si occupano anche di questi aspetti avevano attivato tutti i loro contatti. E così ha fatto la Croce rossa italiana. Alla fine è stato individuato il policlinico di Catania, che ha offerto la propria disponibilità ad occuparsi del bambino. Sono tanti i voli della speranza che, nonostante i problemi legati agli alti costi delle cure e della degenza, hanno portato in Italia cittadini iracheni che hanno bisogno dell’assistenza di un ospedale specializzato.

Uno degli ultimi casi andati a buon fine è quello di Ashwaq, una ragazza di 16 anni che ce l’ ha fatta anche perché ospitata un anno intero, con la mamma e il fratellino, a casa di un ufficiale della Brigata Sassari che l’ ha letteralmente adottata. Ashwaq è andata a scuola, ha imparato l’italiano e, il 20 marzo scorso, è tornata a Nassiriya, dove oggi si trova in missione anche il suo padre ‘adottivo’. Il 7 aprile, invece, è giunto a Roma Alì Abid, un bambino che compirà 2 anni ad agosto. Affetto da mielomeningocele, deve essere operato al Gemelli. A sostenere i costi la Regione Lazio, mentre la madre è ospite dell’ associazione Kim onlus di Roma.

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