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“Il rilancio della Cri con più trasparenza”

Da: “Il Gazzettino” Padova, martedì 7 febbraio 2006
Il programma illustrato dal commissario Barra

Missione praticamente compiuta in Iraq, maggiore trasparenza nella gestione esterna e interna dell’istituzione e una focalizzazione delle attività nella zona del Mediterraneo. Sono le linee guida della nuova presidenza della Croce Rossa italiana, retta dall’alto commissario Massimo Barra. «Il potere della Croce rossa italiana in Iraq è innanzitutto quello dell’umanità – ha spiegato Barra – dall’inizio della missione abbiamo curato oltre 120mila persone e questo ci ha dato un grande credito nei confronti della popolazione irachena, che non manca di manifestare la propria simpatia nei confronti dei nostri operatori». La delegazione italiana della Croce rossa non rimarrà in Iraq un minuto di più dei soldati italiani. «Il ruolo della Croce Rossa è duplice: a fianco dell’azione umanitaria diretta alla popolazione civile c’è l’attività di supporto alle truppe -spiega Barra- relativamente al primo aspetto, già da tempo le strutture apprestate a Baghdad sono sotto la diretta gestione della delegazione irachena della Mezzaluna rossa.

Esaurita la missione di pace dell’esercito quindi, gli operatori della Croce rossa italiana andranno via da Nassirya contemporaneamente alla partenza dell’ultimo contingente militare». Secondo l’alto commissario della Croce rossa, la missione in Iraq ha portato risultati più che soddisfacenti in termini di crescita dei rapporti tra operatori italiani e colleghi degli altri Paesi. Dove sarà chiamato ad operare il gruppo italiano esaurita la missione irachena? «Vorremmo essere più operativi all’estero: noi abbiamo impegnato fino ad adesso una piccola frazione del nostro budget internazionale. Abbiamo conoscenze operative e esperienze specifiche che potrebbero essere ben applicate ad esempio nella zona del Mediterraneo in collaborazione con le società locali della Mezzaluna rossa. Recentemente è stata costituita una segreteria permanente a questo scopo a Barcellona che coordina le attività congiunte della Croce rossa e della Mezzaluna rossa dei paesi del Mediterraneo, e credo che questa sia una ottima strada verso la reciproca conoscenza dei nostri popoli».

Venendo alle questioni italiane, l’imperativo per il nuovo capo della Croce Rossa è un taglio netto con la precedente presidenza, tacciata da più parti di eccessivo verticismo. «Credo che la Croce rossa italiana abbia bisogno di trasparenza e di un appiattimento dei rapporti tra vertice e base. Un primo passo in questo senso lo stiamo già facendo da un punto di vista organizzativo, con l’attivazione di canali di comunicazione diretta tra gli organi direttivi e tutti i volontari. Per fare un esempio, si tenga conto che d’ora in avanti tutte le circolari emanate dalla presidenza verranno diramate via e-mail anche alle sezioni periferiche italiane, e i documenti saranno consultabili nel sito internet della Croce rossa italiana». Nel recente passato, la Croce rossa è stata accusata di una eccessiva sudditanza nei confronti del potere politico.

Cambierà qualcosa da questo punto di vista? «Ho letto le dichiarazioni del presidente di Emergency Gino Strada, fondatore di una organizzazione non governativa dal lavoro apprezzabile. Bisogna tenere conto del fatto che la Croce Rossa, in Italia come in tutto il resto del mondo, non è una ong, tanto che svolge anche funzione di supporto alle forze armate impegnate in missione di pace all’estero. Questo non vuol dire che è un braccio operativo di Governo, anche se da statuto, i governi nazionali hanno voce in capitolo nella gestione delle istituzioni locali e transnazionali. Venendo al caso italiano, credo che un rapporto più improntato all’equilibrio tra dirigenza della Croce Rossa e potere politico sia importante per una corretta attività della Croce Rossa e per la salvaguardia del suo buon nome».

Attività che continua anche nel Veneto: alla delegazione padovana è stato consegnato un nuovo camper polifunzionale per il presidio del territorio, realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Servirà, per attività di supporto alle persone tossicodipendenti nei quartieri più a rischio della città.

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