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Eroina, perché di nuovo tanti morti

Da: “Panorama” 4 maggio 2006 ANNO XLIV N. 18
Sono 111 da gennaio, uno su cinque a Roma. Muoiono i vecchi che non sanno smettere, ma anche i giovani che si bucano per calmarsi dopo micidiali cocktail a base di pasticche.

L’ultimo era un uomo di 45 anni. Viveva solo in un appartamento del Tufello, quartiere di Roma: quando l’ha trovato la sorella era spirato già da ore. Era seduto accanto al letto, aveva una siringa nel braccio. Scontata la diagnosi: overdose di eroina. Centoundici vittime dall’inizio dell’anno in tutta Italia, calcolano le statistiche del la Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’Interno. Uno su cinque nella capitale. «Il funerale dell’eroina è stato celebrato troppo presto» commenta Massimo Barra, presidente della Croce rossa e direttore di Villa Maraini, storica struttura per l’aiuto e l’assistenza ai tossicodipendenti nella capitale.

«C’è un aumento dei casi di overdose: le nostre unità di strada lo hanno registrato». Tra il 1° gennaio e il 17 aprile in 48 si sono salvati grazie all’intervento delle équipe di Villa Maraini. Solo che sia a gennaio sia a febbraio si erano contati nove interventi per overdose al mese. A marzo un’impennata: 16 casi. E altri 13 nelle prime due settimane di aprile. Che succede? Il 62 per cento delle vittime, dal 1° gennaio al 20 aprile, segnala la Direzione centrale antidroga, aveva più di 35 anni. Analizza Barra: «La cocaina è diventata trendy, ma ci sono vecchi tossicodipendenti che alternano coca ed eroina e anzi utilizzano la seconda come contravveleno quando strippano per eccesso di coca in vena. E’ un comportamento molto pericoloso perché, quando tornano all’eroina, con i recettori “puliti”, diventano più sensibili e rischiano di andare in overdose. Anche perché, probabilmente, per ora c’è in giro droga “buona”». C’è un’altra cattiva novità ed è che all’eroina tornano a rivolgersi i più giovani. «I ragazzetti» li chiama Barra.

«Quelli che, andati fuori di testa con sostanze di ogni tipo, dai funghetti alla ketamina, all’ecstasy, scoprono che il rimedio migliore per spegnere l’incendio è l’eroina. La prendono e rifiatano». Ragazzi tra i 21 e i 24 anni erano i tre amici pugliesi morti a Putignano, provincia di Bari, la domenica di Pasqua. Marco Miccolis, 24 anni, Giuseppe Degiorgio, 23 anni, panettiere, e la sua fidanzata Ilaria Cervelli, 21 anni, sono stati uccisi da un cocktail di droghe, prima fra tutte l’eroina. Erano appena tornati a casa per le vacanze, ma vivevano tutti e tre a Roma. E c’è il dubbio che proprio nella capitale avessero comperato la droga che li ha stroncati. «Si osserva una diminuzione di soggetti giovani che nella vita riferiscono di avere utilizzato eroina una o più volte» aveva segnalato, forse con troppo ottimismo, l’ultima Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze redatta dal Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. (Segue alla pagina successiva >>)

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