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Dopo Bengasi c’è Teheran. Alle fiamme il Tricolore

Da: “Il Giorno; il Resto del Carlino; La Nazione” di giovedì 23 febbraio 2006

In tutto il mondo islamico si diffondono le proteste antivignette sul profeta Maometto e anti Calderoli per avere indossato in televisione una di quelle magliette stampata sulla canottiera. A Teheran duecento manifestanti hanno protestato davanti alle ambasciate d’Italia e Francia. La dimostrazione si e svolta senza incidenti, come hanno raccontato fonti diplomatiche italiane, sotto il controllo della polizia iraniana che ha creato un cordone di sicurezza attorno alle due sedi diplomatiche. L’agenzia France Presse ha riferito che i dimostranti hanno protestato in particolare contro l’ex ministro per le riforme istituzionali Roberto Calderoli. I manifestanti hanno scandito diversi slogan tra cui quello di «Morte a Israele, morte agli Stati Uniti, morte alla Francia e morte all’Italia» e hanno chiesto che la bandiera italiana venisse issata sulla sede diplomatica a mezz’asta in segno di lutto. Subito dopo sono state date alle fiamme le bandiere italiana, francese, americana, tedesca e israeliana. Le fonti diplomatiche italiane hanno riferito che la protesta di ieri è risultata molto meno numerosa e aggressiva di quelle delle scorse settimane quando vennero attaccate le ambasciate di Austria, Danimarca, Francia e Norvegia.

Operatori di pace
Le tensioni innescate dalle vicende delle vignette hanno costretto la Croce rossa italiana al rimpatrio urgente, per motivi di sicurezza, del personale italiano dell’organizzazione che opera in Pakistan dove ieri, a Larkana, si è svolta una manifestazione antioccidentale di diecimila persone. I cinque italiani stavano lavorando nell’ospedale da campo allestito dopo il terremoto. La notizia è stata data in Camerun dal presidente della Cri, Massimo Barra, che ha espresso severe critiche nei confronti del ministro Calderoli che con la sua iniziativa ha ostacolato la missione italiana e messo a rischio il personale. «Noi – ha detto – siamo disarmati e lavoriamo per i più deboli. Episodi come quello di qualche giorno fa hanno ricadute importanti e negative sulle missioni umanitarie. Tutti, soprattutto chi ha responsabilità elevate, devono sapere che, essendoci italiani che lavorano nel mondo, atteggiamenti poco responsabili possono costare anche delle vite. La Croce rossa promuove la tolleranza interculturale e c’è un rapporto di fratellanza con la Mezza Luna Rossa. L’insensibilità culturale va contro i principi di inclusione». E, del resto, proprio ieri e proprio in Pakistan l’imam Yousef Quraishi ha evocato un nuovo spettro, quello dei «kamikaze vendicatori». «I blasfemi che oltraggiano il profeta Maometto – ha minacciato l’imam – non vivranno più».

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