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Croce Rossa, pensiero a Baghdad

Da: “Libertà di Piacenza” martedì 9 maggio 2006
Festa per la giornata mondiale: il personale potrebbe tornare in Iraq

La Croce Rossa Italiana ha festeggiato ieri la Giornata mondiale dell’organizzazione umanitaria con il pensiero rivolto a un ritorno a Baghdad, dove ha lasciato nelle mani degli operatori locali l’ospedale Medical City che ha fondato tre anni fa e da dove lo scorso agosto il personale italiano era stato evacuato per motivi di sicurezza. L’indiscrezione è trapelata proprio ieri, nella ricorrenza più cara all’organizzazione perché ricorda la data di nascita di Henry Dunant, ingegnere ginevrino che, dopo aver assistito alle atrocità della battaglia di Solferino scrisse “Un ricordo di Solferino”, libro nel quale pose le basi dell’assistenza alle vittime di guerra, missione che nel corso degli anni si è estesa alla difesa di tutte le persone vulnerabili.

La decisione di tornare nella capitale irachena, secondo quanto si è appreso, è all’attenzione dei vertici dell’organizzazione di volontariato, per i quali la struttura sanitaria potrebbe anche ampliare le proprie attività. L’eventuale decisione dovrà comunque avere il sostegno del governo e dovrebbe quindi essere presa non appena entrerà in carica il nuovo ministro degli esteri. La Cri continua a gestire e a finanziare il Medical City, incontrando periodicamente il personale iracheno ad Amman: è stata proprio l’ultima delegazione della Cri, appena rientrata, a rilevare che potrebbero esserci le condizioni per un rientro del personale italiano a Baghdad. “C’è voglia di tornare nella capitale irachena – conferma il presidente della Cri, Massimo Barra – spero che le condizioni economiche, politiche e di sicurezza lo consentano. Noi siamo venuti via perché ce l’hanno chiesto e perché l’ospedale poteva ormai essere operativo con personale locale.

I miei operatori mi dicono che si potrebbe tornare. Sono orgoglioso di questa richiesta e del fatto che nonostante le difficoltà e i problemi della sicurezza, i volontari del la Cri non si tirino indietro. Aspettiamo di avere il ministro degli esteri e, appena possibile, ne parleremo». Al momento, al Medical City ci sono una novantina fra medici e paramedici iracheni. Oltre al pronto soccorso, che continua ad accogliere malati, negli ultimi mesi sono stati raddoppiati i posti letto (ora sono 32) destinati alle cure degli ustionati ed è stato aperto un reparto di chirurgia generale. Alla figura del fondatore dell’organizzazione umanitaria è dedicato il film “Henry Dunant. La Croce Rossa”, del regista svizzero Dominique Othenin Girard, che è stato proiettato in anteprima italiana ieri sera al Teatro Capranica di Roma. Un’iniziativa voluta dal presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra e dall’ambasciatore di Svizzera in Italia, Bruno Spinner.

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