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Cri: il problema dei precari resta aperto

Da: “Messaggero Veneto” di giovedì 15 giugno 2006
Incontro della Croce rossa sulle emergenze e sulle dipendenze diffuse tra i giovani

Resta da sciogliere il nodo dei 30 precari in servizio alla Croce rossa della sezione provinciale udinese. Pochi giorni fa, contestualmente allo sciopero nazionale che si è svolto il 9 giugno a Roma, i dipendenti della Croce rossa friulana avevano lanciato un allarme sul personale: «Eventuali tagli potrebbero destabilizzare la situazione mettendo a rischio la presenza delle ambulanze sul territorio» era stato detto. Ieri, il messaggio interlocutorio del presidente nazionale della Cri, Massimo Barra, intervenuto al convegno in sala Ajace “La Croce rossa nelle emergerne, giovanili”, organizzato in occasione del 142° anniversario dell’associazione umanitaria. «È un problema – ha detto a margine dell’incontro -che interessa da vicino il Governo, quindi aspetto un segnale dal ministro.

Intanto mi appello ai dipendenti perché non assumano atteggiamenti di chiusura: la situazione economica, infatti, è difficile e bisogna attendere che si sblocchi». In sostanza chiede tempo il predente Barra, all’organizzazione locale come a quella nazionale. E a proposito della situazione della Cri in Friuli il suo giudizio è estremamente positivo, sia a livello regionale, sia provinciale. Barra ha poi ricordato che un contingente di 80 persone della Cri opera accanto ai nostri militari in Iraq. «In caso di ritiro – ha precisato – vorrei dirottare le nostre forze su Bagdad, città nella quale abbiamo già lavorato in passato».

II presidente non si pronuncia, invece, in merito alle emergenze giovanili che, almeno stando ai commenti di alcuni esperti come Francesco Piani, responsabile del dipartimento delle dipendenze dell’Ass 4 e Raffaele Tito della Procura della Repubblica di Trieste, sembrano essere diverse. Le condizioni di disagio che interessano i giovani, secondo Tito, sono dovute a «modelli sbagliati proposti dalla televisione e che la famiglia fatica a contrastare. Per questo serve anche l’aiuto della Croce rossa, per dare certezze ai ragazzi». A fare un’analisi dei problemi che portano i giovani ai disagio è anche Piani, che insiste sul problema dei «modelli sociali sbagliati che incidono sulla fragilità, l’elemento che attira più il rischio». E provare a monitorare questo fenomeno non risulta affatto facile, sottolinea Daniele Cortolezzis, assessore udinese alle politiche sociali.

Quanto all’intervento in questo campo della Croce rossa, in regione ci sono ancora molti passi da fare. «Al momento non abbiamo attività che coprano il settore del disagio giovanile – dice il presidente regionale Fulvio Di Cosmo – ma è uno dei nostri obiettivi». Infatti entro l’anno verrà attivato un progetto per la formazione del personale.

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