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Catturato lo spacciatore dei ragazzi bene

Da: “Il Messaggero” di martedì 10 gennaio 2006
Milleduecento dosi di cocaina erano pronte a invadere il mercato della Capitale

Nessun precedente penale. Neppure l’ombra di un s ospetto. Ma una vita – questo sì -di gran lunga al di sopra delle possibilità di un disoccupato. L’arresto di un ventottenne di Ponte di Nona lungo la Prenestina conferma, secondo i carabinieri, l’esistenza di una «imponente realtà economica romana» che prospera sul traffico di cocaina. L’uomo, “ufficialmente” un senza lavoro, nascondeva in casa quasi un chilo di droga (più o meno 1.200 dosi) e circa 50 mila euro in contanti. «Il consumo in tutta la città – dicono gli investigatori – sta crescendo a livello esponenziale, specie tra i giovani, ed è sempre più chiaro che un numero altissimo di persone senza passato criminale si dedica alla vendita con guadagni altrimenti inarrivabili». Gli arresti per spaccio di cocaina hanno fatto registrare una formidabile impennata.

L’aumento dal 2004 al 2005, stando ai dati del comando provinciale dell’Arma, sono cresciuti all’incirca del 65 per cento. «Il dato – ragiona un ufficiale dei carabinieri – dimostra che c’è maggiore attenzione da parte nostra, ma anche che il fenomeno sta “straripando”. La polvere bianca, tra i giovani, sta completamente sostituendo l’ecstasy. Si passa direttamente alla droga pesante, con effetti devastanti». Francesco Campili, il presunto spacciatore di Ponte di Nona, è stato bloccato dagli uomini della compagnia Eur vicino alla Stazione Tiburtina. Il ventottenne, al momento del fermo, aveva circa mezzo etto si sostanza stupefacente.

I carabinieri, guidati dal maggiore Antonio Vinicio Tetta, aquel punto hanno deciso di perquisirne l’abitazione. Nel garage di Campili, in via Gastinelli, sono stati trovati 850 grammi di cocaina purissima. In casa, nascosti dietro un battiscopa e lungo la canna fumaria della cucina, c’erano diversi pacchetti di denaro contanti. Totale, appunto, 50 mila euro. «Aveva esteso al sua area fino alla periferia sud – spiegano gli investigatori – e tra i clienti c’erano sicuramente ragazzi di ottima famiglia». Campili, portato a Regina Coeli, è stato processato ieri mattina per direttissima a piazzale Clodio. Il giudice ha disposto che resti in custodia cautelare in carcere. «Il soggetto – dicono i carabinieri – stava molto attento a non dare nell’occhio. Niente macchine di lusso, niente vestiti ultima moda. Ma il suo tenore di vita non è sfuggito agli occhi di alcune persone che si sono insospettite. I controlli e l’arresto ci hanno dato la conferma che era tutto fondato». L’indagine su Campili non è ancora chiusa.

Gli investigatori stanno cercando di capire se l’uomo si servisse di una rete di complici per lo spaccio. È però probabile, secondo le prime indiscrezioni, che «agisse da solo». Un pesce piccolo che, dopo aver trovato un canale per approvvigionarsi di cocaina, incassava decine di migliaia di euro facendo il “disoccupato”. Non esistono cifre ufficiali sul numero dei consumatori di “polvere bianca” a Roma. Massimo Barra, neopresidente della Croce Rossa, fondatore di Villa Maraini, un’associazione da anni impegnata sul fronte della tossicodipendenza, ritiene che «i consumatori di cocaina e di eroina in Italia possano essere complessivamente un milione». «Il Cnr -ricorda Barra – ha fatto una ricerca sul Po andando a scovare e misurare i metaboliti, cioè i residui della droga espulsi con le urine.

E’ risultato che il livello era molto, molto più alto di quanto non si immaginasse. Forse bisognerebbe fare una analoga ricerca nel Tevere e anche qui le sorprese non mancherebbero». L’esercito in crescita degli spacciatori “fai da te”, d’altronde, non lavora per un popolo di fantasmi.

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