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C.R.I.: convegno nazionale a Pesaro

Da: “Mondolibero” Quindicinale, maggio 2006 – Anno XXXVII n° 9

Alla presenza del Presidente nazionale, il dr. Massimo Barra, si sono svolti a Pesaro, nei locali di un elegante albergo del lungomare, i lavori del Convegno Nazionale della Croce Rossa Italiana, che ha sviluppato il tema “Il ruolo della Croce Rossa nelle Politiche della immigrazione”. Ne è emerso uno scenario dal duplice aspetto: interessante per la parte che afferisce al ruolo ed ai compiti della CRI nel particolare settore; preoccupante e, per alcuni lati, perfino raccapricciante, per quel che emerge dal fenomeno della immigrazione, clandestina ovviamente, risvolti di lancinante orrore che provengono dalle “radici” del fenomeno stesso, miseria, sottosviluppo culturale, violenze morali, fisiche e sessuali, si mischiano in modo incontrollato, per confluire nella “tratta”, alimentata da vere e proprie organizzazioni internazionali, con cospicui ed ingenti guadagni.

Un percorso che inizia in modo sicuramente “criminale”, con l’appoggio delle famiglie, ad es. delle giovani donne nigeriane, che le vendono sin dalla tenera età (ci sono perfino casi di ragazze di appena 13 anni addirittura) a trafficanti di esseri umani senza scrupoli e che, una volta in occidente, le inducono alla prostituzione, senza una via di scampo o di fuga. Ma è solo un aspetto, ovviamente, che tocca il fenomeno della immigrazione clandestina, visto che ) massivo e quasi ininterrotto è l’altro e cioè quello che si conclude sulle coste siciliane, con gli ormai sbarchi clandestini (che non fanno più notizia) e che trova una penosa ma inevitabile appendice nei centri di raccolta.

E’ qui, proprio in questi centri (il maggiore e più grande è quello di Ponte Galeria a Roma, il più noto è quello di Lampedusa) che la Croce Rossa Italiana è presente in forze, per assistere i clandestini, per curarli, per metterli in una condizione sanitaria sufficiente, in attesa del disbrigo delle pratiche burocratiche che preludono al rimpatrio forzato. Ed è anche qui che la Croce Rossa Italiana è presente; il convegno di Pesaro ha permesso ai numerosi operatori, volontari, cittadini che vi hanno assistito, di conoscere il reale lavoro degli addetti ai centri di raccolta, all’interno dei quali, è stato sottolineato da più di un oratore, si sviluppa la csd. medicina delle immigrazioni; un aspetto non solo sanitario, ma anche sociologico, psicologico e culturale al tempo stesso, visto che le condizioni generali di salute dell’immigrato tendono, nel tempo a degradare, per effetto di mancanza di lavoro, sottooccupazione, disagio abitativo, fattori discriminanti, difficoltà linguistiche.

Sostegno e supporti socio sanitari sono alla base dell’azione che la CRI sviluppa in direzione di questa umanità che inesorabilmente e con criteri di graduale “occupazione”, tenta di diventare stanziale là dove è possibile vivere meglio che non nei Paesi poveri, anzi poverissimi da cui gli immigrati clandestini provengono; approcci mirati e professionali. offerta di libri da leggere, cibo, cura sanitaria, recupero psicologico per fronteggiare quello che i media definiscono UN DRAMMA. Un quadro complessivo che, secondo il parere di Pino Ungaro, il dinamico ed infaticabile delegato del Presidente Nazionale per “lo sviluppo del volontariato e le attività che interessano il traffico umano”, (gli altri due sono, come è noto, quello delle armi e della droga) trova nella CRI un insostituibile baluardo per la difesa dei diritti umani e che, secondo le parole del presidente nazionale, vede la CRI “inattaccabile finché tutti rispetteranno i sette principi fondamentali che la caratterizzano: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità, universalità”.

Il fenomeno, come ha sottolineato Ida Baci Consani, Presidente del Comitato locale della CRI di Pesaro, non ha appendici sostanziali e macroscopici nella città, ma è sempre costante l’impegno di aiutare le famiglie degli immigrati con l’assistenza a donne, bambini ed anziani, un compito questo cui sono chiamate diuturnamente tutte le componenti del Comitato locale, in specie i “pionieri”, ragazzi dai 16 ai 24 anni che operano gratuitamente.

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