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C.R.I.: celebra Giornata Mondiale pensando all’Iraq

Da: “ANSA” – Roma, 8 maggio 2006
VOLONTARI ITALIANI POTREBBERO PRESTO TORNARE A BAGHDAD

La Croce Rossa Italiana festeggia oggi la Giornata Mondiale dell’organizzazione umanitaria con il pensiero rivolto a un ritorno a Baghdad, dove ha lasciato nelle mani degli operatori locali l’ospedale Medical City che ha fondato tre anni fa e da dove lo scorso agosto il personale italiano era stato evacuato per motivi di sicurezza. L’indiscrezione trapela proprio oggi, nella ricorrenza più cara all’organizzazione perché ricorda la data di nascita di Henry Dunant, ingegnere ginevrino che, dopo aver assistito alle atrocità della battaglia di Solferino scrisse “Un ricordo di Solferino”, libro nel quale pose le basi dell’assistenza alle vittime di guerra, missione che nel corso degli anni si è estesa alla difesa di tutte le persone vulnerabili. La decisione di tornare nella capitale irachena, secondo quanto si è appreso, è all’attenzione dei vertici dell’organizzazione di volontariato, per i quali la struttura sanitaria potrebbe anche ampliare le proprie attività.

L’eventuale decisione dovrà comunque avere il sostegno del governo e dovrebbe quindi essere presa non appena entrerà in carica il nuovo ministro degli esteri. La Cri continua a gestire e a finanziare il Medical City, incontrando periodicamente il personale iracheno ad Amman: è stata proprio l’ultima delegazione della Cri, appena rientrata, a rilevare che potrebbero esserci le condizioni per un rientro del personale italiano a Baghdad. “C’è voglia di tornare nella capitale irachena – conferma il presidente della Cri, Massimo Barra – spero che le condizioni economiche, politiche e di sicurezza lo consentano.

Noi siamo venuti via perché ce l’hanno chiesto e perché l’ospedale poteva ormai essere operativo con personale locale. I miei operatori mi dicono che si potrebbe tornare. Sono orgoglioso di questa richiesta e del fatto che nonostante le difficoltà e i problemi della sicurezza, i volontari della Cri non si tirino indietro. Aspettiamo di avere il ministro degli esteri e, appena possibile, ne parleremo”. Al momento, al Medical City ci sono una novantina fra medici e paramedici iracheni. Oltre al pronto soccorso, che continua ad accogliere malati, negli ultimi mesi sono stati raddoppiati i posti letto (ora sono 32) destinati alle cure degli ustionati ed e’ stato aperto un reparto di chirurgia generale.

Alla figura del fondatore dell’organizzazione umanitaria è dedicato il film “Henry Dunant. La Croce Rossa”, del regista svizzero Dominique Othenin-Girard, che sarà proiettato in anteprima italiana questa sera al Teatro Capranica di Roma. Un’iniziativa voluta dal presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra e dall’ambasciatore di Svizzera in Italia, Bruno Spinner. Il film narra come il 24 giugno 1859 Dunant, dopo aver visto sul campo di battaglia di Solferino 40 mila soldati feriti lasciati al loro destino, decide di fondare un’organizzazione internazionale dedita all’assistenza medica per i soldati feriti sul campo di battaglia e alla protezione del personale di soccorso.

Così nasce la Croce Rossa, che ogni anno, insieme alla Mezzaluna Rossa, si affida alla sua rete, composta da 90 milioni di volontari, per provvedere all’assistenza e al sostegno di oltre 275 milioni di persone, impegnandosi in prima linea nel soccorso alle vittime di conflitti armati e di disastri naturali, nella ricostruzione e attrezzamento di strutture ospedaliere, nel sostegno agli anziani e all’infanzia con progetti di sviluppo in tutto il mondo. I volontari di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sono coinvolti in diverse campagne informative, come quelle sulla lotta alla stigmatizzazione dei tossicomani e dei malati di Aids e la lotta alle mine antiuomo. Proprio ai volontari, la Federazione e il Comitato Internazionale della Croce Rossa quest’anno hanno voluto dedicare la Giornata Mondiale, con lo slogan “l’assistenza universale attraverso il volontariato”.

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