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Bloccati a Malta immigrati diretti in Italia

Da: “Il Tempo” di martedì 7 febbraio 2006
La Croce Rossa “siamo pronti a gestire i centri di permanenza temporanea”.
Medici senza frontiere: all’interno vi sono violazioni del diritto d’asilo

Un gruppo di 182 migranti clandestini sono stati portati l’altra notte a malta dopo che il loro barcone è stato intercettato al largo dell’isola. La polizia maltese ha detto che il peschereccio con i migranti a bordo era in difficoltà a causa del maltempo ed è stato scortato fino al porto. I clandestini sono probabilmente nordafricani ed erano diretti in Sicilia o in altre zone dell’Italia, secondo la polizia. Sono tredici i centri di permanenza temporanea in tutta Italia. Nel complesso sono invece 23 i centri destinati agli immigrati clandestini fra centri di permanenza, di accoglienza e di identificazione.

Nei confronti dei Cpt potrebbero esserci novità dal punto di vista gestionale, visto che ieri il presidente della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, ha dato la disponibilità della sua organizzazione a gestirli tutti assicurando in essi un’assistenza di tipo umanitario; al momento già sei Cpt sono gestiti, dalla Cri. Barra propone anche di monitorare i centri affinché siano rispettati in essi i diritti umani. Introdotti dalla legge Turco-Napolitano del 1998 e riconfermati dalla Bossi-Fini nel 2002, i Cpt sono spesso oggetto di forti critiche da parte di associazioni umanitarie, parlamentari e giuristi per le condizioni in cui vivono gli extracomunitari.

Si ipotizza l’illegittimità della restrizione della libertà per delle persone che non hanno commesso reati ma sono solo sprovvisti di documenti. Per Medici senza frontière (Msf), che pubblica periodicamente un rapporto su questo tema, i Cpt sono di fatto, diventati «un’estensione del carcere giudiziario: in mediala la popolazione è composta da ex detenuti». Sempre secondo Msf, in essi «vi sono gravi violazioni del diritto d’asilo, mancanza di informazione legale, scarsa presenza dell’ Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu». Senza contare il lato umano del problema con immigrati «ospitati in container freddi d’inverno è caldissimi d’estate oppure stipati in camere insufficienti all’ interno di strutture fatiscenti».

I centri di prima accoglienza sono sette e si trovano a Bari, Foggia, Crotone (uno dei più grandi un centro polifunzionale con 132 posti), Caltanisetta, Trapani, centri di identificazione invece sono quattro; in questi vengono portati gli stranieri che chiedono asilo, altri 4 sono in costruzione, centri di permanenza temporanea sono 13: si trovano a Milano (140 posti), Bologna (95), Modena (60), Roma (300), Foggia (220), Brindisi (180), Otranto (75), Crotone (129), Catanzaro (75), Ragusa (60), Caltanisetta (96), Trapani (54) e Lampedusa, che però non è ancora un Cpt. .

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