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Afghanistan: Barra (C.R.I.), se forze armate ci chiamano andiamo

Da: “ANSA” – Roma, 10 luglio 2006
TANTI QUANTI QUELLI CHE LASCERANNO IRAQ;
MORFINA LEGALE DA OPPIO

La Croce rossa italiana è ‘disponibile’ ad impiegare in Afghanistan un contingente dello stesso tipo di quello attualmente al seguito dei militari a Nassiriya: “ma devono essere le Forze armate a chiedercelo”. Lo ha detto il presidente della Cri, Massimo Barra, che oggi ha incontrato a Palazzo Baracchini il ministro della Difesa, Arturo Parisi, con il quale però non ha ancora affrontato questo tema. “Non c’è stato tempo”, ha spiegato Barra, rispondendo alle domande dei giornalisti. ”Oggi abbiamo affrontato solo questioni di carattere generale e ci siamo riservati di vederci nuovamente per discutere delle questioni relative all’impiego del Corpo militare della Croce rossa”.

La Cri, infatti, agisce in una duplice ‘veste’. Come corpo ausiliario delle Forze armate il suo personale è inserito nel contingente che opera in un determinato territorio: così, quando entro l’autunno Antica Babilonia smobiliterà, torneranno a casa anche i 70 uomini e le 10 donne della Cri che dall’inizio della missione hanno contribuito a gestire l’ospedale da campo italiano e svolto numerose altre attività. Come società di Croce rossa, invece, questo rapporto con i militari non esiste: ed e’ in questa seconda veste che la Cri, in Afghanistan, intende tra l’altro promuovere, d’intesa con la Mezzaluna rossa afgana, un’iniziativa per ricavare dall’oppio morfina a fini terapeutici, per alleviare il dolore. A Nassiriya, invece, la Cri sta ormai smobilitando: “ma il nostro impegno in Iraq prosegue”, ha assicurato Barra.

Sempre come società di Croce rossa, infatti, la Cri – “d’intesa con la Mezzaluna rossa irachena, che è sovrana” – continua a contribuire alla gestione dell’ospedale di Baghdad, essenzialmente con dei finanziamenti. ”Intendiamo portare avanti anche in futuro questo tipo di collaborazione – ha affermato Barra – e stiamo anzi valutando se inviare sul posto anche del personale, come era all’inizio della nostra missione. Un intervento di questo tipo potrebbe attuarsi anche nel Kurdistan”. Tornando all’Afghanistan, nel prossimo incontro con Parisi si affronterà probabilmente la questione di un eventuale impiego di personale della Cri in Afghanistan in supporto ai militari italiani schierati a Kabul e ad Herat.

“Se ce lo chiederanno – ha spiegato il presidente – noi siamo disponibili a impiegare un contingente più o meno della stessa grandezza di quello oggi a Nassiriya, eventualmente integrato anche con personale civile, cioè i volontari del soccorso. Quando l’esercito chiama – ha aggiunto Barra – noi siamo sempre disponibili a dare un contributo. La nostra gente preme per intervenire, io di solito devo frenare”. Questo per quanto riguarda la Croce rossa “con le Stellette”. Sotto l’altro profilo, invece, la Cri ”ha già avviato contatti con la Mezzaluna rossa afgana, che è una società molto importante, per attuare diverse iniziative. In particolare – ha detto Barra – abbiamo già intavolato un discorso sulla droga: lanceremo infatti una proposta riguardante la terapia del dolore per favorire la produzione di morfina legale dall’oppio. Ottenendo così due risultati: diffondere la terapia del dolore nei Paesi poveri, dove questo approccio è sconosciuto, e utilizzare parte dell’enorme produzione di droga afgana non solo in maniera del tutto lecita, ma anzi a fini umanitari”.

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