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Sempre in prima linea

Da: “Bella” del 15 settembre 2005
Sono molti i volontari che sostengono le 181 società della Croce Rossa Internazionale. A ottobre una conferenza deciderà l’adozione di un nuovo simbolo

Da Manuela Arcuri, che fece da testimonial a favore della raccolta di fondi per la Mauritania nel 2001, a Sandra Bullock, sono molte le star che hanno prestato volto e… portafogli alla Croce Rossa internazionale. Basti ricordare che all’indomani dell’11 settembre 2001 e dell’attentato alle Torri Gemelle, Jim Carey e la Bullock versarono un milione di dollari a testa, Jennifer Lopez mezzo milione e Julia Roberts quattro. Ma l’altruismo dell’eroina dì The Net non si limita a meri sentimenti patriottici, e lo scorso dicembre ha senz’altro guadagnato la palma di attrice più generosa di Hollywood staccando un altro assegno da un milione di dollari per gli aiuti umanitari a favore delle popolazioni colpite dallo Tsunami. Forse l’attaccamento della nota attrice alla più importante associazione umanitaria è da attribuirsi alla sua interpretazione, nel 1996, della crocerossina di Amare per sempre, un film diretto da Richard Attenborough sullo scrittore Ernest Hemingway e di quando questi, volontario sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale, restò ferito e fu ricoverato in un ospedale militare dove visse una bella storia d’amore. Certo è, che la Croce Rossa , ha da sempre mobilitato attrici, artisti e vip in una gara di solidarietà e di altruismo senza fine. Sin dai tempi del soccorso ai feriti in guerra, la maggiore istituzione umanitaria è da più di cento anni in prima fila nel campo del soccorso, della salute e della solidarietà, in un’incessante lotta a tutte le forme di sofferenza. Fedele al motto del suo fondatore, il filantropo svizzero Henry Dunant, “placare tutte le sofferenze umane senza distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale o di appartenenza politica” la Croce Rossa estende questo principio in ogni sua azione e si occupa oggi anche di persone portatrici di handicap o di malati terminali, bambini malnutriti o donne maltrattate, ed è presente ovunque, a favore delle persone più vulnerabili. E oggi, proprio per raccogliere le nuove sfide del ventunesimo secolo, si trova a riflettere sul proprio storico emblema, quella croce rossa in campo bianco che ha operato in mezzo a guerre mondiali e conflitti locali, catastrofi e sciagure, facendosi largo, e scudo, grazie a quella bandiera. E che però a breve, vittima della globalizzazione dei simboli, sembra destinata a sparire e “andare in pensione”, per ragioni politiche e/o ideologiche. Infatti, la Croce Rossa Internazionale adotterà, al suo posto, almeno in tempo e in zone di guerra, un nuovo simbolo: un rombo rosso su fondo bianco (nome più gettonato: “cristallo rosso”), ritenute più neutro e meno schierato, rispetto alla croce. Benché anche quest’ultima non sia carica di alcun significalo religioso – essendo stata ideata solo come il rovescio della bandiera svizzera – i responsabili internazionali della Croce Rossa hanno pensato di adottare il cristallo perché maggiormente condivisibile da tutte le 151 società che compongono la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

Croce, Mezzaluna e Stella di Davide
Una conferenza diplomatica, da tenersi a Ginevra il prossimo ottobre, darà il via formale al terzo emblema dei movimento. “La vicenda – spiega Massimo Barra, vicepresidente della Federazione, reduce da una serie di incontri sulla vicenda – è al centro da anni di dibattiti e confronti diplomatici, non sempre sereni.” Fatta eccezione per Israele, che attualmente impiega come proprio simbolo la stella di Davide rossa, le società di Croce Rossa utilizzano in tutto il mondo l’emblema della croce o della mezzaluna rossa. Tre anni fa però, la Croce Rossa americana ha posto fortemente la questione-Israele, decisa a trovare una soluzione. Tanto decisa che da allora, per protesta, non paga la quota associativa alla Federazione.

Emblema: protettivo e indicativo
L’escamotage, sul quale per ora c’è un’intesa di massima, introduce una distinzione fra emblema protettivo (quello che si utilizza nelle ostilità e che impone il divieto dell’attacco per gli operatori che lavorano sotto il simbolo) ed emblema indicativo, ossia quello a cui le società ricorrono in occasione di iniziative di promozione nazionali. L’ipotesi risolutiva sarebbe quindi che in situazioni di conflitto armato si utilizzerà il nuovo simbolo col “cristallo rosso”, mentre nelle proprie iniziative, in tempo di pace, ognuno continuerà a utilizzare croce, mezzaluna o stella, rosse. “Ora che il processo di pace in Medioriente sta andando avanti, ci sono le condizioni per una soluzione definitiva anche per questa vicenda, – commenta il vicepresidente della Federazione, – il Comitato internazionale ha cercato più volte in questi anni di giungere a un’intesa sul nuovo emblema perché non vuole dedicare più di tanto tempo alla discussione sul simbolo”. Vista la spinosità della questione, come detto, simbolica e diplomatica al tempo stesso, probabilmente per riuscire a far passare l’idea di un terzo simbolo, ci vorrà del tempo.

Croce Rossa Italiana
Intanto, mentre si attende la decisione di Ginevra sul simbolo, il lavoro dei volontari prosegue e lo scorso mese di luglio la Croce Rossa italiana ha organizzato un Gran Gala al Palacrociere di Savona per finanziare la raccolta di fondi destinati alle attività di soccorso e assistenza in Italia e nel mondo. La serata, dedicata alla musica e alla moda, è stata presentata da Paolo Limiti, Barbara Chiappini e Jonathan del Grande Fratello. Hanno partecipato alcune delle più prestigiose maison italiane, e ogni stilista ha presentato la propria collezione con testimonial d’eccezione come Nina Moric, Anna Safroncik, Antonella Mosetti, Alena Seredova. A rappresentare il mondo della musica, tra gli altri, Francesco Baccini, Paola e Chiara e Marco Masini.

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