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Massimo Barra nuovo presidente della Croce Rossa

Da: “Avvenire” di giovedì 29 dicembre 2005
“Pacificatori guidati dall’ideologia della mediazione”

Innanzitutto, quello che la Croce Rossa Italiana non è: «non siamo pacifisti»; non «un secondo ministero della Salute»; né «ausiliari del governo», o «solo un’organizzazione di volontariato». Quello che dovrebbe essere: «organizzata su base regionale»; i volontari come «avvocati» dei deboli, dei poveri, dei drogati, dei carcerati. Infine, quello che è: «siamo pacificatori»; «un organizzazione che si affianca per risolvere i problemi», e che segue «l’ideologia della mediazione, dell’interposizione, del rispetto dei diritti umani». Una Croce Rossa, insomma, autonoma, indipendente dalle forze politiche, attenta ai diritti umani. La vede cosi Massimo Barra, il nuovo presidente dopo tre anni di commissariamento. Medico, romano, 58 anni di cui 50 dedicati all’organizzazione umanitaria nata a Ginevra, Barra è stato eletto presidente l’11 dicembre scorso, quasi all’unanimità. La cerimonia di insediamento ufficiale si è svolta ieri, nella sede centrale della Cri, alla presenza del ministro della Salute Francesco Storace, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, del commissario straordinario uscente Maurizio Scelli.

Che Barra ha ringraziato e difeso dalle polemiche di cui fu oggetto, riguardo alla gestione dei sequestri in Iraq. Anche Letta si schiera al fianco di Scelli, e parla di «polemiche pretestuose». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ricorda le «notti passate a lavorare insieme, caro Maurizio», senza che «la Croce Rossa potesse diventare il braccio operativo del governo». Scelli ringrazia, fa gli auguri al nuovo presidente. Poi rivolge un pensiero ai lavoratori precari della Cri, sperando chele istituzioni prendano a cuore il problema. Su un totale di circa 4000 dipendenti, sono infatti circa 2000 i precari. In questi giorni, una loro rappresentanza si è accampata nei pressi di piazza Venezia, con tende e striscioni. Alcuni precari protestano anche durante la cerimonia di ieri. Quando parla Storace, dalla platea si solleva uno striscione. «Questo governo spara anche sulla Croce Rossa», si legge. Il ministro non si scompone, anzi. «Bisogna dare risposta – dichiara – alla domanda di speranza di tanti cittadini». Per questo al Consiglio dei ministri di oggi presenterà un emendamento al decreto della Pa, preparato insieme con Letta e con il ministro per la Funzione pubblica Mario Baccini.

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